Dicono di me

Grazie ad un amico, ed alle sue buone parole

 

Alessio Atrei (l?Atride)

Ci deve essere una favorevole e felice congiunzione astralmonetaria se un bel po? di vignettisti italiani per vivere lavora in banca. Chi lo sa? forse l?influsso benefico dell?odore dei soldi, ma appartenendo i capitali ad altri pu? essere pi? verosimile supporre che si tratti pi? banalmente di un modo piacevole per mettersi alle spalle, una volta timbrato il cartellino in uscita, lo slalom quotidiano tra distinte di versamento, bonifici e bollette.
Per lo meno ? cos? per Alessio Atrei: infatti (? lui a confessarlo) ?cerca di dimenticare la realt? rifugiandosi in un mondo di sogno in cui disegna, scrive e si diverte con la satira, l?umorismo e tutto quello che gli viene in mente, sognando il giorno in cui daranno da mangiare pi? del lavoro che ha?.
Nato nel 1970 a Firenze, collabora al Vernacoliere, storico e caustico mensile di satira bilingue, in italiano e livornese, e al mensile ToscanaOggi.
Sul web ? presente con un suo sito e con varie collaborazioni a testate online (Giuda, Clarence, Lobbyliberal, Segnali di fumo e altri). Quotidianamente crea vignette per il servizio Mms su cellulari Wind ?StranoMaVero?.
A Montecatini, la scorsa estate, ha partecipato con successo alla rassegna Penne graffianti, sei serate d’incontro fra politici, giornalisti, scrittori e grandi comunicatori, sottolineando con vignette in tempo reale gli interventi degli ospiti. Una di quelle performance, per capirsi, in cui ogni vignettista sogna di prodursi prima o poi, ma che una paralisi alla matita pu? disastrosamente trasformare in incubo.
Ma ci? di cui va pi? orgoglioso ? il fatto di essere iscritto nell’?lite degli autori internazionali del concorso Eurohumor.
Come se tutto questo non bastasse, sta scrivendo una storia a fumetti che si intitoler? “Italiana Jones e i predatori della Costituzione Perduta”.
Il segno ? pieno e deciso ma mai pesante, e le caricature vanno a segno puntualmente. Un po? ricorda i vignettisti senza fronzoli anni ?50, per intendersi quelli del Travaso. E? toscano e si vede nella battuta pungente ma mai irriverente, che graffia e fa anche male ma consente un minimo di comprensione per il fatto o il personaggio di turno preso di mira.
Ed ? generoso: le sue vignette si prestano sovente a molteplici letture di realt? spesso distanti tra loro. Nell?immancabile vignetta sull?esito elettorale americano un esterrefatto operatore annuncia che le elezioni – stando al responso elettronico – sono state vinte ?da Mr enlarge your penis?. In un colpo solo uno spietato aforisma sui tentativi pasticciati di teledemocrazia nella patria di Silicon Valley (che anche stavolta non sono mancati), ma anche sul tormentone che ognuno di noi deve quotidianamente subire aprendo la propria casella di posta.
Ma ? anche tenero, come nella vignetta L?amore al tempo del web che ormai gira felice nella rete e che qui viene riprodotta, a riprova che fare satira non significa sempre e solo disegnare ?contro?, ma sopratutto saper cogliere la realt? e offrirne una lettura critica s?, ma anche benevola e sorridente.

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