Trionfi la deriva autoritaria!

Matteo Locomotiva

(la canzone preferita del premier)

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Sappiam che viso avesse, e pure come si chiamava…
E di quanto parlasse, quando qualcuno lo inquadrava
quanti nèi avesse in viso allora, di che colore le camicie
ovunque per la via c’è l’immagine sua:
i giovani son tutti eroi e belli
i giovani son tutti eroi e belli
i giovani son tutti eroi e belli…

Conosco anche l’epoca dei fatti, quando creò il suo scompiglio:
i primi anni del secolo, presidente del consiglio,
i tempi in cui ricominciava la guerra santa ai più pezzenti
sembrava un treno espresso vinceva anche il congresso
volando sopra i concorrenti,
volando sopra i concorrenti,
volando sopra i concorrenti…

Era una locomotiva, parlava certo un po’ toscano
Ma tutti dominava con il pensiero e con la mano:
parlando si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza di un gran meteorite,
la stessa forza di un gran meteorite,
la stessa forza di un gran meteorite..

Ma una vecchia forza, lanciava ancora vecchi strali,
Anziani che dicevano “gli uomini son tutti uguali”
“Badate solo ai vostri scranni! adesso andate via!”
Er Bomba temerario illuse anche il precario
con la fiaccola della demagogia,
la fiaccola della demagogia,
la fiaccola della demagogia…

Er Bomba tutti i giorni parlava alla sua nazione,
Lontana la Camusso, nessuno all’opposizione:
veniva sempre riverito, la gente tributava allori,
pensava a Mike Bongiorno, a quel lontano giorno,
Ma poco alla mancanza di lavori,
Ma poco alla mancanza di lavori,
Ma poco alla mancanza di lavori…

Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,
forse la rabbia antica dei suoi consiglieri senza nome
che urlavano vendetta, gli proposero il botto
dimenticò pietà, ed annunciò il JobAct
la bomba sull’articolo diciotto
la bomba sull’articolo diciotto
la bomba sull’articolo diciotto…

E dalla D’Urso stava la Locomotiva,
la macchina pulsante della fabbrica televisiva,
sembrava un giovane puledro che ha appena liberato il freno
un bacio alla massaia, moderna pifferaia,
col patto suo del  nazareno,
col patto suo del  nazareno,
col patto suo del  nazareno…

Era un giorno come gli altri, ma forse con un sondaggio storto
pensò che aveva il modo di coltivare il proprio orto
Con Padoan che ancora non capiva, cercò di fare la sua porca figura
e prima di pensare a quel che stava a fare,
80 euro e passa la paura!
80 euro e passa la paura!
80 euro e passa la paura!

Nel resto dell’Europa, ignara e quasi senza fretta,
Nessuno immaginava di essere ancora in una barzelletta,
Alla cancelliera di Berlino arrivò la notizia in un baleno:
“notizia di emergenza, agite con urgenza,
è un pazzo, sta facendo come il nano!
è un pazzo, sta facendo come il nano!
è un pazzo, sta facendo come il nano!…”

Ma intanto corre, corre, Matteo Locomotiva
padrone del vapore, sempre in controffensiva
e manda ai cittadini tutti un tweet che si spande in aria:
“Fratello, non temere, io ti farò godere!
Trionfi la deriva autoritaria!
Trionfi la deriva autoritaria!
Trionfi la deriva autoritaria!”

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre, con la sua corte
e niente ormai può trattenere l’ immensa forza distruttrice,
si aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
dell’Angela calcolatrice,
dell’Angela calcolatrice,
dell’Angela calcolatrice…

La storia non ci racconta come finirà la corsa
temiamo che la miccia Er bomba l’abbia troppo corta
contro la manifestazione sindacale Matteo erutterà lapilli e tuoni,
promette lo sfacelo: va preso per vangelo
Son tutti gli altri gufi e rosiconi
Son tutti gli altri gufi e rosiconi
Son tutti gli altri gufi e rosiconi…

Ma a noi piace pensarlo per sempre sulla tolda
mentre fa scorrer via le slide della leopolda
e che ci giunga un giorno infine la notizia
Matteo Locomotiva, evviva evviva evviva!
E’ eletto all’ONU e accetta con letizia!
E’ eletto all’ONU e accetta con letizia!
E’ eletto all’ONU e accetta con letizia!

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