#boomeconomy live

Torno ancora su #BoomEconomy, per dar conto anche qua del successo della serata, per tirarmela un po’ e per linkare l’articolo completo sul sito della Fisac Toscana, con molte altre foto. La “prova makkox” può dirsi superata, e le vignette in saccoccia sono davvero numerose: dovrò inventarmi qualcosa per utilizzarle al meglio…

Banche armi guerre conflitti vignette e vignettisti

Le foto, e com’è andata, qui
Scorretele tutte, che in fondo c’è un altro giovane vignettista che vien su bene 🙂

Grazie di tutto e a presto, IRES e FISAC CGIL Toscana 😉

 

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Banche, armi e paesi in conflitto

Il tema è grande e importante, e incrocia più d’uno dei vari cappelli che ho sulla testa.

Il rapporto fra banche italiane e il commercio di armi nei paesi in conflitto nel mondo.

C’entra quello che abitualmente faccio qui, ma anche il mondo del credito in cui lavoro e il sindacato in cui milito. Per giunta, la presentazione avviene nella mia città:

FISAC IRES Banche armi guerre conflitti

Il libro, o meglio l’e-book, con vignette e illustrazioni del vostro, lo potete scaricare gratuitamente in italiano e in inglese  Mercoledì, potrete anche vedermi all’opera

Qui, l’evento FB

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Essere Charlie Hebdo, non essendolo

Oui, je suis Charlie Hebdo, ça va sans dire. 
Siamo tutti Charlie Hebdo.
Siamo stati tutti colpiti, e anch’io sono Charlie Hebdo come voi.
Ma vorrei chiarire, dacché ho una matita in mano, che io non sono Charlie Hebdo.

Non credo che tutti quelli con una matita in mano come me debbano sentirsi chiamati oggi ad essere Charlie Hebdo, a far supplenza.

Semplicemente, abbiamo una matita in mano, come Charlie Hebdo, e una libertà, come Charlie Hebdo e come tutti quegli altri senza la matita in mano.

E’ stata colpita non la satira in sé, ma la libertà di tutti, di parola, di pensiero, di opinione: attraverso la satira perchè la satira, di quelle libertà, è l’espressione più ardita.
Mi sono sentito colpito di persona, ieri, sì, eccome. Forse è la volta che ho sentito più vicino a me arrivare il colpo malvagio. Come quando un fulmine distrugge la casa di fronte, o una malattia sinistra porta via una persona vicina. Poteva capitare anche a me, in qualche misura, semplicemente perchè ho anch’io una matita e la libertà totale di usarla.
In fondo per costoro sono proprio uno di quei cento da educare avendo colpito uno. Sono Charlie Hebdo, in persona.
E quindi, adesso, sento la responsabilità e il peso della matita, anche se al tempo stesso mi sento ridicolo con questa sensazione addosso, io, vignettista di periferia, al quale raramente è stata contestata una vignetta.
Che dovrei fare? Ho un’arma, e quindi sentirmi obbligato a usarla come tale, e cominciare a disegnar maometti? Non ne ho fatti finora, perchè cominciare adesso?
Ho sempre cercato di non offendere nessuno, disegnando, preferendo sperare di far pensare prendendo per il culo, piuttosto che offendere. Forse non è nemmeno esattamente satira quella che faccio, o forse più praticamente dovremmo inventare un sacco di aggettivi qualificativi da metterle accanto a seconda dei casi e delle declinazioni.
Ma oggi, dopo Charlie Hebdo, non voglio comunque sentirmi obbligato a cambiare.
Non voglio dover diventare Charlie Hebdo.
Rivendico il diritto di non dover diventare Charlie Hebdo.
Disegnerò, per quanto riuscirò, esattamente come prima. Magari non le stesse cose, chissà, ma certo con lo stesso metro: quello che riterrò utile e degno d’essere guardato, che siano estremisti islamici ignudi o delicate farfalle.
E sì, con una nuova consapevolezza, ma con intatta la mia libertà: libertà che devo a tanti, e che devo anche a Charlie Hebdo, non da ieri.

Ma i barbari non devono cambiarci nè in un senso nè nell’altro: autolimiteremmo la nostra libertà, e faremmo il loro gioco, in ogni caso.

Se cedessimo, appena tornassimo a disegnare fiorellini, sarebbe un cedimento alla barbarie. Invece, così, sappiate o voi censori di pensieri che anche in ogni innocente e insulsa cazzata che disegneremo d’ora in poi, anche lì, per voi ci sarà un po’ di Charlie Hebdo. Tiè!
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Una vignetta Internazionale

Attention, please!
Il valoroso settimanale Internazionale ha selezionato una mia vignetta per l’edizione 2013 di “Una Vignetta per l’Europa“, concorso riservato a vignette a tema ‘europeo’ apparse sulla stampa italiana nell’ultimo anno. Per la mia, ringrazio la pluriennale accoglienza degli amici di Toscanaoggi.
Qui potete ammirare tutte le opere selezionate, ma, ça va sans dire, è una in particolare quella che vi chiedo di votare 😉
Potete cliccare sulla vignetta e riempire il form che c’è a fianco. Grazie!


Festival di Internazionale - Concorso di vignette

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