Cercasi Crezia Fiorentina

Il blog è ancora nuovo e poco personalizzato, ma voglio utilizzarlo per lanciare un appello a tutti i fiorentini sparsi per la blogosfera.

Chiedo aiuto per tentare una ricerca molto indietro nella memoria della città, e ritrovare un pezzo di autentica fiorentinità perduta chissà quando e chissà dove, che ho più volte tentato di ritrovare, senza mai successo. Eppure, da quei pochi frammenti che ho in mano, doveva essere una fulgida testimonianza della fiorentinitudine dei tempi andati. Magari, averla oggi! Sto parlando di un racconto intitolato “La Crezia Fiorentina“.

Non sono un esperto, ma so che esistono molte apparizioni di un personaggio di nome Crezia, ricorrente nei racconti ironici e burleschi e nelle commedie in vernacolo: è protagonista anche dei quattro scherzi comici scritti dall’Abate Zannoni agli inizi dell’800 (qui citati con dovizia di particolari sulla storia della commedia fiorentina). La storia della Crezia che sto cercando di ricostruire è una in cui lei, morendo, intraprende un viaggio satirico nell’aldilà, parodiando evidentemente la Divina Commedia.

I pochi pezzi che ho ricostruito vengono dalla memoria della mia nonna, che adesso non è più fra noi e non può ricordarsene proprio più. Ma è per lei, e per mio figlio che è nato nel frattempo (e per tutti i vecchi, e per tutti i giovani), che mi piacerebbe riuscire a rimetterne insieme i pezzi. Lei si ricordava di essere stata da bambina sulle ginocchia di una signora che gliela aveva raccontata (cantata? Boh!) tante di quelle volte che l’aveva imparata a memoria. Memoria che, col tempo, però, l’aveva tradita, e le sarebbe piaciuto risentirla per intero. Insomma, se qualcuno di voi fosse a conoscenza della storia completa, o ne avesse qualche altra notizia o frammento in più a disposizione, forse riusciremmo pian piano a ricostruirla, come un affresco perduto.
Questo è quello che la mia nonna si ricordava:

Crezia: – L’avéa ragione, ì priore di Cestello, a dì che nì mondo di làe si staa bene… Dà retta, che peschi cari’hi di fi’hi! Se fossi si’ura ‘he nessun mi ‘edesse, ne vorrè sgrifà tre o quattro!

Crezia: – Andiamo in lae, vedo dì bianco… L’è un cartello d’aòrio… “P.”.. “R”.. “T”.. forse vor dire sonate a ì portiere! …Sonamo!
Crezia: – Che scampanellaha, che ho daho… mi piglieranno pé una screanzata!
San Pietro di dentro: – Chi s’è accostaho a quest’asil di pace?
Crezia: – Che verba e che merdace, che voce d’aristocratìo che ll’àe, la un si ri’orda di quando lla vendea la ri’otta in San Niccolae? La riconosco, sa, ellatelaio (?), la riconosco dalla barba! […]

Crezia: – Che luce, che v’aéte… o che pagate dimorto, di pigione? […]
Crezia: – O quella fonte icché lla butta, sangue?
Crezia: – Come ll’è dolce… Se’ondo me l’arèbbe a èsse alchèrme!
S.Pietro: – Non t’occupar di ciò che non potrai godere!
Crezia: – E lo soe, lo soe… come se v’aéssi detto che voglio stà qquie! […]

S.Pietro: – In questo libro sta scritta la tua sorte, se hai vissuto onestamente, in ciel godrai della celeste gloria!”
Crezia: – Beh, vediamo icché c’è scritto!
S.Pietro: – Mille e trecento avvenimenti falsi!
Crezia: – ‘e faceo pé vedé se mangiavo un poìno meglio, eran sempre patahe e fagioli!
In questo frattempo, la sente la voce della Santoreggia
Crezia: – Oh Santoreggia! Che me lo daresti un chìfelle a chiodo?
Santoreggia: – Noe, tu ssè sempre stata una bindolona!
Crezia: – O guarda questa carogna…
S.Pietro: – Un milione di bugie!
Crezia: – Oh, codesta poi, unn’è vero!
S.Pietro: – dieci volte non hai mantenuto la fede giurata al marito…
Crezia: – Ma che la mantenea, lui, a me?
S.Pietro: – Dieci volte hai maltrattato il santo dei bottegai…
Crezia: – Codesta poi unn’è vero, perché una vorta sola, andai da San Bartolomeo per comprare un soldo di finocchiona e mi disse che pé un soldo un me l’avrebbe venduta! E io, presa dalla bile, tratta’ male lui, e ì su santo! […]

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A proposito di calcio…

…ecco il sito di un amico pallonaro che ha le idee pi? chiare dei suoi colleghi. Io dico, si meritava almeno un paio di vignette, no? (clicca per ingrandire…) Forza Matteo, che c’avrai tanto da fare, per rifondare ‘sto calcio…


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Analisi delle urne/2

Toni è una parola speciale.
E non c’entra il calcio, anche se è proprio a Firenze che assume un significato sconosciuto altrove.
Ch’io sappia, nessuno conosce il perchè, ma sotto il cupolone il ‘Tòni’, prima ancora che il plurale di tòno, altro non è che la tuta da ginnastica, più specificatamente proprio quella un po’ lisa che sta nel primo cassetto e che ci si mette tutti i giorni.
Ora, com’? come non ?, sta di fatto che, da qualche tempo a questa parte, e com’? d’altronde da tradizione in ogni campagna elettorale italica, compare una
frase
che si va ripetendo in ogni dove. Fior di personaggi, da manca a destra(*), la ripetono caldamente a chicchessia. Che poi ci son sempre quelli pi? buoni, che dichiarano di essere disposti a farlo per primi ed invitano gli altri, caldamente, a farlo.
Ma poi io non ho mai visto nessuno di costoro, che abbia poi perdavvero abbassato i toni.
Mai nessuno.
No.

(*) in quest’ordine

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Allarme Virus

ATTENZIONE!
DURANTE LE PROSSIME SETTIMANE STATE ATTENTI
E NON APRIRE PER NESSUN MOTIVO UNA E-MAIL
DAL TITOLO “auguri” o Buon natale” o “Buone feste!”
INDIPENDENTEMENTE DA CHI LO INVIA. FATE CIRCOLARE QUESTA NOTIZIA TRA TUTTI
I VOSTRI CONTATTI
NON E’UN VIRUS, MA MOLTO PROBABILMENTE UNA INUTILE CARTOLINA DI 1 o 2 MEGA CHE ARRIVA CON IL NOME DI UNA PERSONA CONOSCIUTA DELLA TUA LISTA DI INDIRIZZI, CONTENENTE DELLE RENNE DANZANTI O UN ALBERO DI NATALE PARLANTE SOTTO LA NEVE.
NON APRIRLO! NON RISPONDERE!
TI PARE CHE CI SIA QUALCOSA DA FESTEGGIARE? EH?
MA DICO IO! INVIA QUESTO AVVISO A TUTTI I TUOI CONTATTI, E GIA’ CHE CI SEI, DEVOLVI QUALCOSA A QUALCHE ASSOCIAZIONE BENEFICA INVECE DI COMPRARE QUEL BABBO NATALE CANDELA DIPINTO A MANO DA 24 EURO e 90 CHE HAI VISTO AL CENTRO COMMERCIALE.
MI RACCOMANDO.

PS: AUGURI.

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Signs

A proposito di segni, divini o meno. Non sono certo fra quelli che credono che quello che ? successo a New Orleans sia un segno tangibile della punizione di un qualche dio.
Per? nelle parole che usiamo alle volte si celano misteriose e notevoli coincidenze…
Orbene, qual’? la paura pi? grande che agita ogni singolo occidentale, oggigiorno? Certamente, l’incubo di trovarsi faccia a faccia con un kamikaze.
Ma che vuol dire, in giapponese, kamikaze?
Devo ringraziare Fosco Maraini e il suo Case, Amori, Universi, se adesso so che la parola fu adottata dai piloti suicidi giapponesi prendendola a prestito da ci? che respinse, nel 1200 o gi? di l?, l’invasore mongolo-cinese in continente. A fermare le flotte di Kubilay Khan furono delle fortissime tempeste, che i giapponesi dell’epoca battezzarono Venti Divini. Kami-Kaze.
Coincidenze, certo.
Ma forse anche l’etimologia delle parole a volte potrebbe aiutare a capire qual’? il nemico vero…

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