L'Atrìde

L'Atrìde

Mah… o gliè un gran quadro, o il pittore me l'ha tirato in culo

 
 
 
 

Archive for ottava

Verso le seimila

Alesub 5960
 atteggiamenti e sguardi preoccupati
 ma ancora non gli cascano le braccia
 al nostro che mignotte e deputati
 al suono di contanti si procaccia
 dei servi prima proni ora ingrati
 gli fanno disinvolti voltafaccia
 finito silvio calma la corrente
 vorrebbero parla’ ancora alla gente

mao 5961
 vista in tivvù la fine d’un potente
 da culone e abbronzati abbandonato
 rideva ancor costì, come un demente,
 e non capiva d’essere arrivato.
 ”il popolo italiano è ancora abbiente”
 ripete ancor, ma è un pugile suonato.
 nessuno che lo toglie dalla gogna,
 forse vorrà morire di vergogna.

Alesub 5962
 diamogli un’altra spinta se bisogna
 sebbene sia ridotto quasi all’osso
 di fare ciò che deve non si sogna
 e raschia ancora il fondo a più non posso
 grattando più di un cane con la rogna
 degli italici guai ingrandisce il fosso
 dal giorno della prima messa in onda
 assieme a lui il popolo sprofonda

LUCA 5963
 Che possa fare una fine immonda
 con tutti quei che il cul gli hanno leccato
 Sian essi d’una o di quell’altra sponda
 Di destra, di Sinistra o del Papato
 C’è chi gli scaverà la fossa fonda?
 A Waterloo infin lui è arrivato
 Del cigno il canto ormai prest’ udiremo
 con Apicella andrà pure a Sanremo!

Roberto C. 5964
 E l’Ott’Ottobre forse smetteremo
 di lottar con l’ottave finalmente
 contro il nano ma noi non cesseremo
 di criticare il nuovo delinquente
 che in parlamento come da San Remo
 cercherà di bruciare a noi la mente
 l’avvertiamo: non far come i maiale
 perché stavolta la può finire male.

mao 5965
 del suo tramonto ormai ha preso ‘l viale,
 ma non m’inganna, ‘un pò fingersi morto
 oppur mimetizzarsi, l’animale,
 farmi non potrà più nessun torto
 perchè lo tratterò come un mortale
 e il tiro mio non è mai stato storto.
 la rima mia spezzata, e pur fallace
 di portar danni al nano è ancor capace

Alesub 5966
 nel caminetto suo è spenta la brace
 pur se qualcun ci va alitando ancora
 vediamo le scene di chi non tace
 perchè ulteriori benefici implora
 zompare il fosso a molti non dispiace
 finge anche lui che non se ne addolora
 di vincer non lo lascia la speranza
 comprando voti per la maggioranza

mao 5967
 adesso abbiamo messo l’ignoranza
 sul podio delle emerite virtù
 ognuno può parlar con arroganza
 e dir che dopo il nano ‘n ce n’è più
 dimenticando con quanta eleganza
 il bel re sole fu tirato giù.
 di diluvio parlava il bel sovrano
 ma lui era re e non soltanto un nano

ATRIDE 5968
 La rima ci avrà sì preso la mano
 Ne manca trentadue per fà seimila
 Però non sono certo andate invano
 Visto l’epilogo che ci si profila
 Presto ci si disvelerà l’arcano
 L’ora sarà di riserrar le fila
 Se arriva questo sisma sussultorio
 Finirà inferno e inizia il purgatorio.

Alesub 5969
 le borse hanno andamento ondulatorio
 e questa non è certo cosa nuova
 purtroppo è da tempo un fatto notorio
 ma una ragione in più il mercato trova
 che mostra il suo carattere aleatorio
 se silvio a dir che si dimette prova
 esultano i listini ma poi nega
 e l’euforia frustrata si ripiega

ATRIDE 5970
A lui gli importa una ricca sega
Di quel ch’è giusto o no per il paese
Se mezza italia dentro un fiume annega
E l’altra non arriva a fine mese
Contano i suoi interessi di bottega
E se la tal ministra abbia il marchese
Di certo non si vuol levar di lì
E neanche comprarsi un par di bittippì

http://it.groups.yahoo.com/group/ottav_antiberluska/

Bossi+Maroni=Borboni

Umberto Bossi Roberto Maroni Padania Lega Nord

“Roberto non mi rompere i maroni!”
“Siediti che sei stanco, caro Umberto”
Ed anche per i due caporioni
E’ l’ora  ormai d’uscire allo scoperto
Bossi va cotto insieme a Berlusconi
Il popolo avverte il destino incerto:
Andarono per far la secessione
S’accontentaron poi della pensione

Cercasi uomini di buona volontà

Italia a rischio default vignette

L’Italia intanto affonda di monnezza
In senso stretto, ed in senso lato
E’ ormai palese l’inadeguatezza
Dell’èlitastra che guida lo Stato
E in questa situazione d’incertezza
La classe dirigente fa quadrato
Province ed auto blu? Ma per favore…
Sarà solo per voi tutto il rigore.

ottava n°5757, vignetta su ToscanaOggi

No, non faremo la fine della Grecia….

Vignette satira caricature Giulio Tremonti manovra finanziaria Fine della GreciaLe tasse no, non devono aumentare
In specie a chi non le paga già adesso
E la pression fiscal deve restare
A somma zero, presa nel complesso.
Ad ogni punto d’iva da aumentare
Cosa far aumentare di riflesso?
Pensa e ripensa, c’è la soluzione:
Basta che aumenti ancora l’evasione.

Erâväat suü schêrz a pârt

Le minacce di Bossi a Pontida

Un giorno solo e passa già l’ebbrezza
Data dalle birrozze di Pontida
Dopo l’arringa a quella folla grezza
Si torna a Roma ed alla sua movida
Il pugno ridiventa una carezza
Dei quattro ministeri la disfida
Finisce con il solito teatrino:
Con tarallucci, compromessi e vino

Li rivedremo a Filippi

Silvio e Umberto amici per la pelle

La situazione è ancora di stallo
E su noi tutti grava un gran macigno
Ma Umberto non può più cambiar cavallo
E Silvio ha bisogno del suo ghigno
Sono in finale alla gara di ballo
Entrambi portan “la morte del cigno
Quella di canto vedrà sul terreno
Essere eroe chi canterà di meno

Forza Italia (post celebrativo del 2 giugno)

Per festeggiare la Repubblica nel suo 150°, e la mia recente prima vera ottava improvvisata (che non sentirete).

1.
Fratel d’Italia, L’Italia s’è desta!
Dell’elmo di Scipio ha cinta la chioma!
Dov’è Vittoria? Le porga la testa!
Ché Iddio la creò schiava di Roma!
Stringiamci a coorte tutti per la festa
Ché ci accomuna tutti un cromosoma
Condividiamo sì, la stessa sorte
Ma più nessuno c’è pronto alla morte
 
2.
La storia ancora ci bussa alle porte
Ma noi guardiamo la televisione
Con le nostre braccine troppo corte
Ci riteniamo fuor della tenzone
Il vento invece fuori soffia forte
E non sarà più eterno lo stellone
Ahi serva Italia di dolore ostello
Non donna di province, ma bordello
 
3.
Abbiam dato in appalto anche il cervello
A boss di mafie e furbi cavalieri
E ci portiamo dietro il gran fardello
Di debiti tangenti e fondi neri
Sparuto e compromesso è quel drappello
Degli italiani di cui essere fieri
Facciamo invece congratulazioni
A chi sputtana più le istituzioni
 
4.
Chi vien scoperto senza pantaloni
Viene acclamato per il suo coraggio
Accolto è con grandi acclamazioni
Chi della bandieruccia fa più oltraggio
E non importa più fare elezioni
Ci basta solo l’ultimo sondaggio
Il sol collante di questa nazione
E’ come sempre la televisione
5.
Da troppo tempo questa situazione
Ci intorpidisce i cervelli e i cuori
Ci son gli estremi di circonvenzione
Di incapaci telespettatori
In questa immane contaminazione
Soli comuni denominatori
Son l’arte di fregare il tuo vicino
E far di tutto tarallucci e vino
 
6.
Anche la cultura è ormai in declino
E solo ieri era un fiore all’occhiello
Chiude il teatro, aumenta il teatrino
E anche nella scuola c’è un macello
Ma poco importa: un altro predellino
Ripeterà lo stesso ritornello:
“Va tutto bene, voi datemi retta!”
E in sottofondo parte la marcetta
 
7.
E a noi tocca tirare la carretta
Dove ciascun si sente di sputare
Cala la paga, aumenta la bolletta
Siamo italiani se c’è da pagare
Il senso patrio invece assai difetta
Ce n’è in avere, ma per niente in dare
Guardala bene: è di cartapesta
E fondamentalmente disonesta
 
8.
Chi se ne importa! Dai, facciamo festa!
Anche il lombardo dica Forza Roma!
Di Garibaldi canticchiam le gesta
E tricolor tingiamo il perizoma
Orsù cantiamo! L’Italia s’è desta!
E la Vittoria le porga la chioma!
Schiava di Roma Iddio la creò!
Pronti alla morte: l’Italia chiamò!

Cantami, o diva

vignette satira berlusconi al lumicinoDi nuovo, Concita.

È così bella, sai, questa vittoria,
molto più di un successo elettorale.
È la conferma della nostra storia
Che raccontiam da settimane uguale
Quella rivoluzion gentil che c’è nell’aria
Che sente chi vive il mondo reale
Finalmente il vento è cambiato
E gli italian la testa hanno rialzato!

Quelli alle Poste od al supermercato
(Questi leader politici ci vanno?
Un bollettino l’avranno mai pagato?
un detersivo mai lo compreranno?
Quel che si dice, l’avranno mai ascoltato?)
Chi fa trecento curricùlum l’anno
Quei pochi fortunati che alle strette
Ma avranno uno stipendio il ventisette.

Ci dicono, le elezioni suddette,
che se lo sguardo va verso altre cose
che non le miserande battagliette
tutte interne alle caste ed odorose
di muffa, privilegi e di pastette
c’è fuori un mar di genti speranzose
pronta a seguir chi sa farli sperare
e pronta a farlo ancora, ed a sognare.

Urla e menzogne non posson bastare:
non valgono lo sguardo di un ragazzo
come quello che è a Cagliari a cantare
Di cento Santanchè il grande schiamazzo;
Nè della Zia Moratti il suo parlare
O la sua messa in piega da strapazzo
Può niente contro l’amico di Osama
E il suo quieto sorriso ormai di fama.

Non son senza cervello come esclama
Il mister Berlusconi i milanesi
pazienza per i suoi appelli ad Obama
L’Italia gli smentisce questa tesi
Con le armi che il potere mai non ama
E che non ha ‘sta destra ormai in paresi
Passion, coraggio ironia ed onestà
Una risata vi seppellirà.

(To be continued, se ce la fo…)

La trasposizione in ottava rima degli editoriali di Concita De Gregorio è un servizio gratuito offerto da www.alessioatrei.it
qui qui qui e qui le puntate precedenti

Invece, in rima…

Ormai ho preso il vizio, Concita.

Incuriosisce sapere
(QUI anche con testo a fronte, per completezza)
Mentre Silvio interloquiva col suo pari
coi nomi dei futuri e sedicenti
responsabili sottosegretari
Giorgio Napolitano fa “accidenti!
Saranno cazzi suoi, semmai, magari
E responsabilità tua, se mi consenti,
Piuttosto mi incuriosisce sapere
Con quale maggioranza stai a sedere ».

E tutti quanti noi si vuol vedere
L’Italia intera – almeno quella parte
che con crescente affanno e per dovere
segue le convulsion di Bonaparte -
vorrebbe ben capire se son vere
Le voci che la lega sia in disparte
O se è manfrina di esperti marpioni
Oppure un organismo ormai carponi

Se insomma si può credere a Maroni,
od agli editoriali censurati
A Bossi, Calderoli, o Reguzzoni,
A chi li chiama in radio assai incazzati.
se è vero o no, diciamolo in soldoni,
Se alla rottura siano ormai arrivati,
come qualcun di loro fa capire
ed altri si prepara già ad agire

o se invece sian le vecchie spire
che l’aria elettorale fa tornare.
A Napolitano ha detto il vecchio Sire
che il voto del 3 parlamentare
è piano, si sa come va a finire.
Con Bancomat o assegno circolare?
bonifico bancario o con cambiale?
O col federalismo, sempre uguale?

Due giorni soli ha il vecchio sodale
per far rientrare la fronda leghista:
sfrutterà l’adunata clericale
per il prodigio suo da illusionista
ché santo non sarà, ma ahilui mortale,
e contro la festa sindacalista
Il primo maggio certo non lo adora
né tantomeno quello che lavora

Un’altra cosa, poi, alla buon’ora:
Si vuol sapere riguardo al buon Tremonti,
il siluro del Giornale ora lo sfiora
E lo avvisa della resa dei conti
Il metodo Fini-Boffo già riaffiora
“Giulio perde la testa” dan le fonti,
Del perfido e sulfureo direttore
“Olindo” per il suo predecessore.

c’è la manin di Giulio, sissignore
“Dietro allo strappo odierno del Carroccio
A quel che sta accadendo in queste ore
Il nostro Congiurato ha un buon approccio
Per mano di Tremonti e pel suo umore
La Siliquini ha in mano solo un coccio
sfumata di poltrona è la seconda
in pochi giorni, ahi che baraonda!

La gran partita, quella più feconda
Nomine, soldi, affari sottobanco,
banche, potere, tutta roba immonda
A sangue già si sta sbranando il branco
Il tecnico governo fa da sponda
Giulio l’aspetta, lo teme il saltimbanco.
Il presidente dai ben noti intenti
- nel primo giorno di bombardamenti -

Invasor anche di tv ubbidienti
come anche oggi l’Agcom rileva
ha detto un’altra volta ai quattro venti
la frottola non c’era e non sapeva,
Perfino Panorama, oh, accidenti!
ha fatto quello che più gli pareva
Non è il problema quel che dica ora
Il guaio è che c’è chi gli crede ancora.

Intanto anche l’Europa ci pignora
la Corte di Giustizia, ci ha bocciato
il reato di ‘clandestino’ (alla buon’ora)
In contrasto con la UE l’ha giudicato
Maroni “l’han con noi, alla malora!”
Ma ha lui e la lega il dente avvelenato
Come i bambini “Lui ce l’ha con me!”
Siam fuori norma sì, ma da tant’è.

Concita in versi

LA LEGGE GUAINA
Editoriale di Concita di Gregorio in 5 ottave concatenate

Ora che la Lega gli ha garantito
altri quattro mesi di pazienza
dunque di vita (il voto è bell’e ito
Anche Fini s’è armato di pazienza),
Il vecchio Cavalier lordo e imbolsito
guarda i brutti sondaggi senza urgenza
E si concentra su ciò che è più urgente
i suoi processi: già, naturalmente.

La gara fra avvocati è divertente
E noi paghiamo tutti questi sarti
Inventano ogni giorno un salvagente
Oggi è la legge guaina cui aggrapparti.
A Vitali,novello astro nascente
Ghedini ordina “torna tra i reparti!”
Eppure era un gioiello, se pensate
la prescrizione primavera-estate.

Il testo dice che vanno abbuonate
Le marachelle ai vecchi incensurati
Specie se da Milano scatenate
dopo, rispetto ad altri imputati
Certo varran le cuti verniciate
E la bassa statur degli attempati
O avere protesi nei calzoncini
Hanno capito ormai anche i bambini.

Alfano illustrerà ai suoi affini
Questo progetto, stando serio in volto
Mentre il ministro caccia clandestini
A chi vuol risparmiar non darà ascolto
E spenderà un po’ più di quattrini
Spostando avanti il dì in cui verrà svolto
il referendum che deve fallire
Per non fare il padrone impensierire.

Ed il leghista s’abitua a sorbire
E trangugiare ormai ogni sconcezza
La spiegazione che non posson dire:
Paura hanno del voto, e con certezza
Anche del popolo che dovrebbe applaudire
Ma che acquisisce consapevolezza
Come quei fannulloni ed ignoranti
Che per la scuola, in piazza, saran tanti.

Benvenuti!


Di me che son l'Atrìde, o navigante,
Testè hai trovato il blog raccoglitore
Di cose dentro ce ne trovi tante
Pessime o buone, ma fatte con l'amore
Di chi si finge ancora principiante
Per meglio assecondar il proprio umore.
Vivo come si vive questa vita
sempre nel mentre, sempre in risalita

Ma quando posso prendo tra le dita
Quel che mi riesce di capir del mondo
Lo infilo allora dentro alla matita
E lo disegno, e qui poi lo diffondo
A voi viandanti, in forma gratuìta...
Non sono altro che un gran vagabondo!
Se nel cliccar sarete più contenti
Fatemelo sapere nei commenti

In fondo non vi chiedo emolumenti
E né pretendo d'essere una cima
Mi basta dar momenti divertenti
Per sopportare questa pantomima
Che noi chiamiamo vita. E gli accidenti
Graditi mi saran quanto la stima
Che mi vorrete, se così vi pare.
Se no, sapete 'ndo potete andare! ;)


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