A Silvio

Amici cari, e cari voi lettori
Di questo blog minuscolo ed ignavo
Sapete già quanto le rime adori
Qualcuno dice pure che sia bravo
Accade un dì che un gruppo di signori
Mi presero con loro a far l’ottavo
Non per sorrisi neanche per canzoni
Solo per far sberleffo a Berlusconi

Perciò vi prego adesso siate buoni
E fate fare a me bella figura
Che non si pensi siate dei cialtroni
O ch’io sia bono per l’agricoltura
Fatevi avanti, andate sui bottoni
Che portano al blog dell’avventura
Andatevi a vedere icché s’è scritto
Da un pezzo noi s’ottava fitto fitto

Ne sono certo cascherò pe’ ritto
Con me c’è gente di assai gran valore
Di fronte a loro a volte resto zitto
Disegno (ché rimane il primo amore)
E’ molto lungo il nostro manoscritto
Lo pubblico con zelo e gran rigore,
Il nostro modo di fa’ opposizione
E’ un’ottava al giorno a serpentone

Non voglio farla lunga ‘sta canzone
V’invito a da’ un ‘occhiata al gran progetto
Frutto di questa comune gran passione
Per l’ottava e dell’odio pel nanetto
La sfida nostra a dirla fa impressione
Durar vogliamo quanto fa il suddetto
Finch’egli è Presidente del Consiglio
Io con lui tutti  i giorni me la piglio.

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Suicidio in ottava rima su commissione

Cosa non si fa per dare una mano a un amico che soffre….

Era una notte buia e tempestosa
Non si vedeva un metro di futuro
Ahi quanto a dir qual era è dura cosa.
Erta la via e il corpo ormai maturo
E l’esistenza torba e limacciosa
Certa l’assenza di un porto sicuro
Nel mio vagar per calli puzzolenti
[… continua, fino all’inevitabile esito, su dailysuicides]

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Ottavanti Antiberluska

OttottobreI poeti in ottava rima antiberlusca escono dalle Rete per palesarsi dal vivo in una serata-evento – “Lottava l’ottava e lotterà l’otto ottobre” – che si terrà, appunto, mercoledì 8 ottobre 2008 al circolo La Libertà del 1945 di Viaccia, Prato ( via Pistoiese 659) con inizio alle 21,32 esatte e con ingresso gratuito. Verranno cantate una parte delle quasi 600 ottave antiberlusconiane che i bernescanti hanno composto e si sono scambiatii nel loro gruppo virtuale (http://it.groups.yahoo.com/group/ottav_antiberluska/) dalla fine dello scorso aprile, subito dopo le elezioni. Ci sarà spazio anche per nuove ottave improvvisate sul momento, verranno proiettate delle vignette satiriche ed eseguite dal vivo canzoni del repertorio anarco-operio-partigian-insurrezionalista.  Agli intervenuti verrà offerto pane e capocchia, il salume, conosciuto anche come soppressata, scelto perché evoca il modus operandi dell’attuale governo. Interverranno Gabriele Ara (Illara)  Giuditta Ara, Alessio Atrei (Atride), Cesare Bardaro (Bardarossa), Marco Betti, Roberto Carlesi,  Lorenzo Clemente (Clemente ottavo), Siliana Fedi, Daniele Gardenti (Dang), Alessio Magnolfi (Alex), Marzio Matteoli più ospiti a sorpresa. E’ gradito l’abito rosso. L’evento NON è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio. Info al 3402359506 o bardarossa(at)tiscali.it
 
GLI OTTAV/ANTIBERLUSKA

 Ottavanti Antiberluska

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ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

(Puntate precedenti)

Marco Betti wrote:

I versi tuoi davver fanno scintille
fai conto che mi sia tolto il cappello
io che ho girato tanto per le ville
non ho mai letto niente cos? bello
e di poeti ne conobbi a mille
e ognun di loro ? come mio fratello
e te lo dico con parole e canto
che la poesia la mi piace tanto.

E del mio cuor dunque si ferma il pianto
e da tristezza cangia in grande stima
andando fiero me ne godo il vanto
d’aver trovato qui l’ottava rima
io mi permetto farti il controcanto
giacch? nessuno pi? quest’arte estima
e se mi dici anche che improvvisi
sulla mia bocca fioriran sorrisi.

A volte noi poeti siam derisi
in special modo quando andiamo a braccio
cantiamo su due temi ben divisi
e insieme restringiam lo stesso laccio
possiam costruire inferni e paradisi
senza avere n? guida n? brogliaccio
e su ogni tema dato ci arrangiamo
e su due piedi ottave improvvisiamo.

Di grazia, Betti, non esageriamo,
Ti prego di riporre il copricapo!
Di cuore ti ringrazio, ma, diciamo,
Che son sol uno con i grilli in capo
Non un poeta, non cos? mi chiamo.
A una rima ben fatta io m’arrapo
Ed infilarle in serie d’otto amo,
Ma come da ogni altra occupazione
Altro non cerco che soddisfazione

Non son poi neanche fra quelle persone
Che sanno improvvisare alla leggera
Sar? che sono solo un giuggiolone
Ma ho bisogno -ahim?- della tastiera
Per buttar gi?, con calma, la canzone.
La vostra arte ? invece quella vera
Altro che storie, e quando andate a braccio
Io resto a piedi, e vi g?ardo, e taccio.

Questo per? non rappresenti un laccio:
Ti sono grato del tuo controcanto
Gioia mi d?, ed io tesor ne faccio,
Di quest’incontri sempre son contento
Perci? -se vuoi- segui il mio canovaccio
Felice son dell’accompagnamento
In questo mio sporadico cazzeggio:
Anche su internet facciam fiorire il maggio.

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Tant’ ? amara che poco ? pi? morte;

(Puntate precedenti)

Ma che promessa sar? mai, codesta?
Diranno i miei q?attro o tre lettori
La verve di ‘sto blog ? assai modesta
Altro che link, ti lancio pomodori!
L’analisi bisogna che sia onesta,
Per quanto sia foriera di dolori.
Gli aggiornamenti rari di ‘sto sito
Gli d?n sapore un po’ d’arrugginito.

E non per via del fondo scolorito
Ch? facile sarebbe ‘l rimediarvi:
E’ proprio il contenuto ch’? sbiadito
E’ inutile che resti qui a tediarvi,
A volte penso che sia gi? finito
(Detto fra noi, non so cosa augurarvi)
E in questo quadro, almeno son contento
Che con le rime esprima il sentimento.

Sia beninteso, via il fraintendimento:
La mia matita ? ancora tentatrice.
E’ lo spirto guerrier ch’? un poco spento
La vita altrove ? la gran corruttrice
E il naturale andamento lento
Lento consuma l’araba fenice.
L’accidia, ecco, ? la gran nemica
Che fa sembrare il gioco una fatica.

Ma, detto questo, non ? detto mica
Che questo gioco sia bell’e finito:
Confido sempre nella musa amica
Di cui una volta io restai invaghito
Ed usi ancora la cortesia antica
Mi canti ancora, come f? nel mito
Per gl’infiniti lutti e l’ir d’Achille,
Affinch’io possa ancor far vaudeville…

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Poesia Contemporanea

Incredibile ma vero!
Le 20 canzoni dei big del Festival di Sanremo provengono tutte da un’unica matrice!
Ecco, in esclusiva per questo blog, il testo della grande Sveva Fitilli, Miserando.

Amami per sempre:
Il terzo fuochista, schiavo d’amore!

Guardami la paranza,
Forever, per sempre!
Oltre il giardino,
Appena prima di partire,
Ti regaler? una rosa.

Luna piena?Chiss? se nevica.
Musica?Canzone fra le guerre.

Vivere normale, Nel perdono?
Senza me ti pentirai!
Tutto da rifare,
The show must go on!

Meglio cos?,
In Italia si sta male.

Pippo Baudo deve chiarire molte cose…

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che nel pensier rinova la paura!

Ma no, certo che no, vacca baldracca!
E se anche impervia ? codesta strada
E’ tempo di rimettersi la giacca
(Q?ella Lidl, ad altri lascio Prada)
Ed affrontar di petto la risacca,
Prima che qualcos’altro mi dissuada
Dal metter ancor via lo scartafaccio,
E p? una volta cr?de ‘n ci? che faccio.

Non sono (mai son stato) un ragazzaccio,
N? tanto spessa ? poi la mia cotenna,
Ma soffro, giocoforza, se non traccio
I miei modesti segni con la penna
Seguendo il mio modesto canovaccio.
Almeno finch? durer? st’antenna
Con cui riesco a sentir, di questo mondo,
Il lato surreal, sbagliato o immondo.

Perci? riparto con il girotondo
E riprometto a voi, quattro lettori,
Che smetter? di fare il vagabondo
Per ritornare ai pi? vecchi splendori
Vedete, sono qui, non mi nascondo,
Anche se dormo ancora sugli allori.
Di idee e progetti sempre ? pien la testa
Bisogna ‘e mi risvegli dalla siesta!

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Annam!

Italia Onu


Stava D?Alema in pettoruto orgoglio
Dritto sul ponte della Garibaldi
Fianco a Parisi, fiero e col cipiglio

Ridendo sotto ?l baffo f? ?Siam caldi
Ed alla nuova Europa farem scorta
Sedando la contesa tra ?ribaldi!?

E ?nfine Prodi, e la nazione esorta:
?Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne vilt? convien che qui sia morta.

Noi siam venuti al loco ov’ i’ v’ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c’hanno perduto il ben de l’intelletto?.

E poi che la sua mano lo dispose
Salp? la nave, ed in diretta Rai,
Del Libano tocc? le sponde erose.

Quivi sospiri, pianti e alti guai
Risonavan per l’aere sanza stelle,
Ma d?armi e non di pane era ?l viavai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’ area sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

Tanta ? la piaga e tanto purulenta
Che ?nfetto ? ormai l?intero medioriente
E tutti e tre, ciascun per s? commenta

?Per me, si va ne la citt? dolente??
?Per me, si va ne l’etterno dolore??
?Per me, si va tra la perduta gente??

E caddero com?uom ch?abbia un malore.

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