L’Atrìde

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Disegnare è faticoso

 
 
 
 

Archive for satira

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Cosa rimane della satira italiana?

Con questo titolo il Quotidiano della Satira commenta la levata di scudi intorno al povero Alessio Spataro, reo di aver appellato come Ministronza una Ministrega (ministra una sega, ndr).
Quel che meno conta è che ci sono anch’io, nel satirico condominio cartaceo lucano. Non ripubblico qui la vignetta d’esordio, così sarete costretti ad andare a scaricare il numero 65 per vederla.

QS_lungo

Qui pubblico solo quello che nel buon QS non c’è entrato, ovvero un componimento anagrammatico sullo stato della satira italiana:

Amatoriale, staliniana, da celarsi:
Cosa rimane della satira italiana?
Niente, così disarmata. La Rai? Alalà!
E’ lasciata al miliardario ansante.

PS. A proposito di ministronzate (e di anagrammi). Rivendico la paternità del lemma. Voglio essere additato anch’io al pubblico ludibrio. La legge, del resto, è uguale per tutti.


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Noli me tangenziale

Al via i lavori del ponte sulla Costituzione
Berlusconi posa la prima pietra sul palazzo di giustizia di Milano

Il maxiprogetto che unirà idealmente Corleone ad Arcore è finalmente pronto, e il governo ha dato il definitivo via libera. La valutazione d’impatto ambientale è infatti più che positiva: la nuova incredibile arcata metterà in ombra d’un colpo tutte le procure nazionali, donando una piacevole frescura ai giardini del Quirinale e permettendo di scavalcare comodamente il burrascoso stretto di Anm e Csm. Alla cerimonia inaugurale ha voluto presenziare personalmente il Presidente del Consiglio, rinunciando bontà sua al suo atteso intervento all’EscortShow, la prima mostra-mercato della donna oggetto. Così, con la posa della prima pietra tombale sulla procura di Milano, partono i lavori per realizzare il più ambizioso progetto del capo del governo, il suo sogno più antico e atteso: lo scavalcamento della Costituzione. Destinata ad accogliere un traffico di trentamila auto blu al giorno, l’opera permetterà di liberare risorse fra i magistrati, che potranno dedicarsi alla persecuzione dei piccoli reati degli extracomunitari. “Spero ancora in un accordo bipartisan con quelli del PD” ha dichiarato accomodante il buon Silvio, “Siamo certamente disponibili, il nostro partito è un cantiere sempre aperto”, ha fatto sapere per vie traverse Massimo D’Alema. Una nota della Presidenza del Consiglio già rispondeva in serata “ecco bravi, ci servono un sacco di casellanti”. Inutili e prevedibili agli avvertimenti del solito Antonio Di Pietro, che ripete “Ma che ce stanno a fa al casello? Tanto chillo mette o’telepasse!”


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Grandi mostrine

Lo stile dello zar

qui l’originale


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Usato sicuro

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La Lario divorzia da Berlusconi

Marchionne: “Tranquilli, Veronica la prendo io!”
“Dopo Chrysler, Opel e Saab, sono abituato a raccattare i cocci”

 

Entusiasta la protagonista: “Basta Silvio, voglio darla a Marchionne! Lui sì che è l’immagine dell’Italia vincente, altro che quel nano pelato!”

La Fiat rassicura: gli stabilimenti di produzione dei figli di Berlusconi potranno restare a Macherio.

Ma i sindacati sono preoccupati: la servitù verrà trasferita d’ufficio ad Arcore, e sostituita con gli operai in esubero di Pomigliano D’Arco.

Già in fase di progettazione la nuova vettura del segmento extra-extra-lusso della casa torinese: la Fiat Lario costerà così tanto che potrà comprarla solo l’uomo più ricco d’Italia, ma non potrà mai utilizzarla.

Pronto lo scoop di domani di Libero: Veronica sta già preparando la festa a sorpresa per il compleanno di Lapo Elkann, che la chiamerà Mami.

Netta protesta della FederVeline per l’esclusione in extremis dall’europarlamento delle proprie candidate: chi farà gli stacchetti fra una noiosissima votazione e l’altra?

Intanto il virus dell’influenza suina e la crisi economica si autosospendono: “di fronte a questa tragedia è il momento di restare uniti”

Già pronta la contromossa di Silvio Berlusconi per governare l’emergenza: il prossimo consiglio dei ministri si svolgerà sul set di un film pornografico.


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L’Amaro di G8

IL RETROSCENA – Berlusconi inarrestabile
Macchè Aquila, faremo il G8
Nel CPT di Lampedusa!

ideameravigliosaOnna -  Durante una pausa del consiglio dei ministri permanente allestito nella tenda extralusso regalatagli dall’amico Gheddafi, il Presidente del Consiglio ormai soprannominato ‘O’ Terremoto‘ si è concesso un po’ di jogging fra le sue macerie preferite, inseguito dal solito codazzo di giornalisti entusiasti, che gli hanno comunicato come l’idea di fare il G8 all’Aquila incontrasse il consenso generale.
Contrariato dall’idea di non riuscire più a dividere il paese come ai bei vecchi tempi, è tornato bruscamente alla tenda azzurra senza neanche portare l’abituale saluto ai giocatori del Milan che da qualche tempo si allenano a Onna per solidarietà coi terremotati.
L’attesa degli attoniti cronisti è comunque durata poco, perchè dopo una breve discussione coi ministri leghisti, il vulcanico presidente è tornato fuori ancora in tuta da ginnastica annunciando le nuove decisioni: G8 nel CPT di Lampedusa e incontri bilaterali sulla tolda della Pinar. (Nella foto, il momento dell’arrivo dell’idea meravigliosa)
Per l’Aquila e i paesi limitrofi, ormai assuefatti alla ribalta dei riflettori, andranno alcune misure compensative: verranno spostate in abruzzo infatti: il raduno leghista di Pontida, le partite casalinghe del Milan, la casa del Grande Fratello, la sede della Chrysler e tutte e 4 le costruende centrali nucleari.


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Misure anticrisi, Tremonti “Finanzieremo il Ponte sullo Stretto con la raccolta dei tappi di plastica”

SANT’ANNA DI VINADIO – La mente fervida del ministro dell’economia non si ferma neanche in tempi di crisi strutturale come questi. Così, nonostante il Pil stia precipitando a percentuali da Sinistra Arcobaleno e i bookmakers inglesi scommettino allegramente su quale paese fallirà per primo, da noi si continua a ballare al ritmo suadente dell’orchestrina da crociera governativa. Ecco infatti arrivare, puntuale come l’ora legale, insieme al solito vecchio condono vestito di nuovo, il rilancio dei lavoroni pubblici.
Ma come finanziare un’opera megalitica come il ponte sullo stretto quando in cassa non abbiamo più nemmeno i quattrini per comprare la benzina alle volanti della polizia? (Per le auto blu non si riscontrano ancora problemi, attualmente). Ecco allora che il nuovo corso tremontiano si tinge di verde, proponendo la Raccolta Obbligatoria Unica Nazionale dei Tappi di Plastica. D’altra parte, in tempi di crisi, perché finanziare fantomatici pozzi in Tanzania o improbabili scuole in Somalia? Molto meglio l’autarchia, e reinvestire in casa tutto quello che riusciamo a produrre. E visto che non produciamo più un tubo ma beviamo ancora imperterriti l’acqua minerale naturale, siamo i primi consumatori al mondo di tappi di plastica, tanto da averne eletto uno a Presidente del Consiglio. L’unico segno più non poteva sfuggire all’occhio attento del buon Giulio, così, ecco l’idea, subito annunciata in una affollata conferenza stampa. “Bevo Vocchetta e mi depuvo”, ha esordito il Ministro citando uno degli sponsor dell’operazione, invitando subito dopo i soliti pessimisti a vedere il bicchiere mezzo pieno. “Faremo il Ponte sullo stretto, e già che ci siamo ne faremo il 20% in più“, ha aggiunto accusando la solita sinistra del no di avere un programma che è solo acqua fresca.
La raccolta differenziata sarà da subito obbligatoria, grazie ad un decreto legge varato d’urgenza dal governo, nel quale si dà mandato alle ronde padane il controllo capillare sul rispetto della nuova normativa.
(imbottigliato come sgorga da Giuda)


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Il Papa prepara l’enciclica sul lavoro. Titolo provvisorio “Marx Habeat Ratione”

CITTÀ DEL VATICANO – La crisi economica costringe tutti quanti a cambiare rapidamente, e a rimodellare le proprie posizioni in modo repentino e inaspettato. Così, dopo che Giulio Tremonti è diventato il primo ministro comunista dell’economia della storia italiana, ecco arrivare anche Papa Benedetto Sedicesimo. Dopo aver letto le prime proiezioni sul drastico calo che la crisi produrrà sull’otto per mille, decide infatti di scagliarsi contro l’ idolatria del denaro, la povertà, l’ oppressione dei poveri, la disoccupazione, le ingiustizie sociali, gli ingiusti sistemi economici. Questi, secondo indiscrezioni, i probabili temi chiave della prossima enciclica, che inizierà con le storiche parole “Laboratorii Totus Mundi Unite Vobis“. All’interno, una approfondita rivisitazione delle dottrine ecclesiastiche alla luce della crisi economica, dal primo capitolo “Non investibur in parmalat” all’ultimo “Excusatio vobis, habemus errato totuus“, passando per l’importante capitolo sul commercio al dettaglio “Ite ab Lidl“. Ma è col capitolo detto del “Plusvalore redistributione ab populum” che il pontefice compie la svolta storica, riconoscendo infine giustezza alle dottrine marxiste.
E’ bastato il solo annuncio di queste linee guida per far passare un irrefrenabile tam-tam fra i fedeli, che si sono raccolti intorno al Papa in trepida attesa del sospirato “rompete le righe“, in occasione dell’ultimo Angelus (che da aprile 2009 verrà ribattezzato “Engels”). Attese non vane: il Pontefice, appena affacciatosi, ha gettato ai fedeli la tradizionale tunica bianca, sfoggiando una attillatissima t-shirt rossa raffigurante il tradizionale volto del Che e ripetendo in tutte le lingue del mondo il tradizionale augurio “venceremos companeros”. Generale il consenso della piazza dei fedeli, ormai da tempo matura e pronta alla svolta, a parte quei quattro facinorosi in fondo ancora iscritti al PD.
Intervistato dai nostri inviati mentre risaliva sul pullman dell’UAAR, il tradizionale animatore del gruppo catecumeni della parrocchia di Sant’Edmondo di Pescasseroli, Adelino, ha dichiarato entusiasta “Finalmente! Ormai andavamo in chiesa solo per rispetto, ma da tempo abbiamo capito la verità: Dio non esiste, mentre il Che lotta e vive insieme a noi!”. Anche Giovanna Maria Paola, prima catechista della parrocchia di San Gerpunzio di Locorotondo, con la voce logora per aver cantato a squarciagola “Dio è morto” in piazza San Pietro, conferma: “Eravamo tutti precari, e da quando siamo tutti in mezzo a una strada, nessuno di noi credeva più a certe fandonie. Non potevamo però dirlo apertamente, senza un imprimatur papale, perché siamo ormai abituati così. Ma oggi per noi è una vera festa di liberazione!” (ab juda pubblicatum)

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Sanremo, Povia cambia il testo. Canterà “Luca era del PD”

SANREMO – Tutti possono cambiare, lo insegna Povia. E proprio lui, dopo aver difeso il testo della sua canzone dagli attacchi delle associazioni omosessuali, ha cambiato idea, stanco dei continui SMS di complimenti di tutta la gerarchia vaticana che gli intasano il blackberry. Così, in una notte insonne dovuta ai continui squilli del cellulare, ha tenuto accesa la tv finendo per appassionarsi all’epopea tragica delle elezioni sarde. Verso le 7, prima del caffè, la decisione: anziché prendersela con quei poveri disgraziati dei gay che tanto devono già combattere per non essere arsi sul rogo, al Festival Povia volgerà il suo sguardo caritatevole verso l’ultima categoria di disgraziati: gli elettori del PD. A loro, piccola patetica minoranza che si crede ancora innamorata di un uomo con la pappagorgia e lo sguardo da pesce lesso, Povia lancia un messaggio positivo e rassicurante: tranquilli, ragazzi, si può smettere in ogni momento. Non è una malattia, ma solo un atteggiamento mentale.
(per giuda)


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Gioventù bruciata

Aiuti al settore autoNettuno, confessione-choc dei giovani aggressori dell’indiano dato alle fiamme. “L’abbiamo fatto per noia. Non riuscivamo più a trovare uno straccio di rumeno in circolazione”

Napolitano, al termine della visione di Dr.House, dichiara: “Sono episodi raccapriccianti”

Pioggia e maltempo su tutta la penisola: previste difficoltà nell’accensione di roghi di immigrati. Il ministero dell’interno invita ad utilizzare il classico metodo della finta sbandata sul ghiaccio.

Islanda, il premier è donna ed è gay. Trepida attesa nel mondo per le nuove mirabolanti battutacce in preparazione da parte di Silvio Berlusconi in vista del prossimo summit.

Oristano, cade la Repubblica di Mal di Ventre. Per quella del Giramento di Coglioni invece nulla da fare.

Genova, mistero sullo zainetto pieno di dinamite ritrovato fra gli oggetti smarriti. Gli inquirenti stanno lavorando sul bigliettino allegato, che in perfetto latino classico annuncia: “la buona notizia è che Dio esiste, quella cattiva è che state per conoscerlo”.

L’Istat chiarisce il senso del dato diffuso sulle retribuzioni: il +3,5 per cento annunciato vuol dire che complessivamente cento persone hanno ricevuto 3 euro e mezzo in più.

(articolo su www.giuda.it, vignetta su toscanaoggi)


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