Europa (canzone triste)

L’Europa non esiste
(Fabi-Silvestri-Gazzè e un po’ anche me)

[premi play laggiù in fondo e poi canta]

L’Europa non esiste è un cliché di situazioni
Di un’élite di parrucconi che ci tratta come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto

L’Europa non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine economiste sui bisogni della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli

L’Europa non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde che a banali meccanismi delle borse,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’Europa non esiste…

Ma esistiamo noi e voi
e la nostra ribellione all’insiemistica
un abbraccio a dei fratelli a Lampedusa
l’illusione di competere cogli USA
Non abbiamo un religioso attaccamento al burosauro
potessimo trovare altri sinonimi dell’Euro
l’Europa non esiste, esistiamo noi europei

L’Europa se poi esiste è quest’idea di cambiamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di un bilancio contabilmente sano

L’Europa non esiste è un’idea di certa gente
Che a domande mal riposte dà risposte non convinte
vuoi far parte pure tu di questa strana archittetura
Finché a qualcuno conviene o solamente finché dura?

Ma esistiamo noi e voi
e la nostra ribellione all’insiemistica
un abbraccio a dei fratelli a Lampedusa
l’illusione di competere cogli USA
e non è una quadratura che ci possa raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’Europa non esiste, esistiamo noi e voi

Non abbiamo un religioso attaccamento al burosauro
potessimo trovare altri sinonimi dell’Euro
l’Europa non esiste…

 

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

Trionfi la deriva autoritaria!

Matteo Locomotiva

(la canzone preferita del premier)

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Sappiam che viso avesse, e pure come si chiamava…
E di quanto parlasse, quando qualcuno lo inquadrava
quanti nèi avesse in viso allora, di che colore le camicie
ovunque per la via c’è l’immagine sua:
i giovani son tutti eroi e belli
i giovani son tutti eroi e belli
i giovani son tutti eroi e belli…

Conosco anche l’epoca dei fatti, quando creò il suo scompiglio:
i primi anni del secolo, presidente del consiglio,
i tempi in cui ricominciava la guerra santa ai più pezzenti
sembrava un treno espresso vinceva anche il congresso
volando sopra i concorrenti,
volando sopra i concorrenti,
volando sopra i concorrenti…

Era una locomotiva, parlava certo un po’ toscano
Ma tutti dominava con il pensiero e con la mano:
parlando si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza di un gran meteorite,
la stessa forza di un gran meteorite,
la stessa forza di un gran meteorite..

Leggi tutto

Condividi:
Share

Matteorenzi (scioglidubbidà scioglidubbidà scioglidubbidà)


scioglidubbidà scioglidubbidà scioglidubbidà
scioglidubbidà scioglidubbidàuuuuu

MatteoRenzi è basso di statura, MatteoRenzi è al di fuori del normale
MatteoRenzi ha cinquanta chili d’ossa MatteoRenzi ha un corpo elettorale
MatteoRenzi ha le mani come artigli,
MatteoRenzi ha un talismano contro i mali
E’ spavaldo, non accetta mai consigli,
Le riforme, sono sempre eccezionali!

Gli uccelli nell’aria perdono consensi quando passa MatteoRenzi!
Oh yéyéyéyéyéyé!

Quando corre MatteoRenzi mette paura…
il rottamatore è feroce mentre semplifica la procedura

I nodi via con la spada
in meno di una settimana!
se provano a fargli guerriglia
si sciolgono come poltiglia!
tutta la polvere è spazzata via!

Quando corre MatteoRenzi, quando passa MatteoRenzi,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
quando corre MatteoRenzi, quando passa MatteoRenzi,
la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
e finalmente quando sente il clamore
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d’amore,
e lo guarda scomparire
come guarda un soldato a cavallo,
a cavallo nel cielo di Aprile!

scioglidubbidà scioglidubbidà scioglidubbidà
scioglidubbidà scioglidubbidàuuuuu

MatteoRenzi è un rottamatore, MatteoRenzi ha la maschera tagliente
MatteoRenzi ha la bocca sempre aperta, di morire non gli importa niente…
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Di “bandiera rossa” fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!

scioglidubbidà scioglidubbidà scioglidubbidà
scioglidubbidà scioglidubbidàuuuuu

C’è sempre un numero in più nel destino quando corre MatteoRenzi!
Oh yéyéyéyéyéyé!

Quando passa MatteoRenzi ognuno sente il suo grande domani
Al primo Gran Premio è davanti a Bersani
con un tempo d’inferno,
acqua, grandine e vento
pericolo di uscire di strada,
ad ogni giro un inferno
ma sbanda striscia è schiacciato
lo raccolgono quasi spacciato!

Ma  MatteoRenzi rinasce come rinasce il ramarro
batte Cuperlo, Civati,
Franceschini e Veltroni
Letta, Bindi
e D’Alema…

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

In piena facoltà / Io sono il Presidente

IL DISERTORE
(Obama-Vian)

In piena facoltà   Io sono il Presidente
E scrivo la presente   Per colpa di Bashar
Con l’uso di quel gas   Mi porta terra terra
A andare a far la guerra   Quest’altro lunedì.

Ma io non ero qui   A fare il Presidente
Per ammazzar la gente   Più o meno come me
Io non volevo mai,   Sia detto per inciso
Ma sento che ho deciso   E che bombarderò

Ho avuto solo guai   Da quando so ‘arrivato
E quei che m’han votato   Han pianto insieme a me
Parecchi dei marines   Ormai son sotto terra
Se faccio un’altra guerra   Non gliene fregherà

Quand’ero in euforia   Qualcuno mi ha premiato
Avendomi già dato   Il premio di Nobel
Domani mi alzerò   E chiuderò la porta
Sulla stagione morta   E infine attaccherò

Però per carità   Mi faccia da compagna
La Francia e Gran Bretagna   Per aiutarmi un po’
Ché l’Onu non c’è più   E devono obbedire
E andare a far morire   E non importa chi

Siccome servirà   Del sangue ad ogni costo
Ma io non sono un mostro   E’ solo che son qua
E dite pure ai miei   Che son contro le armi
Ma che devo adeguarmi   In fondo, yes, we can.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

Volta la Carta

Ci vuole una donna che semini grano
volta la carta e c’è il maschio italiano
Va col nemico se l’ascia sotterra
volta la carta e riparte la guerra
Ma nel PD non ci son più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

E Romano pedala pedala con il suo completo blu
C’era Marini e l’ha impallinato volta la carta e lui non c’è più
C’era Amato ma l’ha stoppato volta la carta e lui non c’è più.

C’è un fiorentino un po’ cicciottello
Ruba la scena e in tv fa l’appello
tira sassate non ha dolori
volta la carta c’è la Cancellieri.
La Cancellieri che è un fuoco di paglia
volta la carta, Bersani si sveglia?

E Romano alle cinque di sera prepara la festa con foglie d’ortica
ha una collana di sassi di scarpa la gira tre volte in mezzo alle dita
ha una collana di sassi di scarpa li conta tre volte intorno alle dita.

E Grillo propone un nome magnete
Inzucchera il naso a tutta la rete
Lo scopriremmo soltanto vivendo
Ma volta la carta e un baffino giocondo
Baffino giocondo gli importa una sega
cappello di volpe si crede stratega

Ma il partito rimane in silenzio e baffino si mangia insalata di bile
L’amico segreto ha un posto da destra, gira la voce gli parli d’amore
L’amico segreto ha un posto lì a destra, e gira la voce gli parli d’amore

PG del PD ne ha perso le briglie
Ora è diviso in diciotto famiglie
Bersani e il PD che ormai l’è del gatto
volta la carta o cede al ricatto
cede al ricatto e si tappa gli occhi
Concedendo a chi chiede i salvacondotti

E Romano ripiega le ali, torna di nuovo Napolitano
Tutti convergono sul suo nome, volta la carta e rivince il caimano
Tutti convergono sul suo nome, poi si rivota e vince il caimano!

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

Il Disertore

In piena facoltà
egregio onnipotente
le scrivo la presente
che spero leggerà

La situazione qui
è molto terra terra
E ormai più non si afferra
Il senso de la vie

Ed io non sono qui
egregio onnipotente
a illuminare gente
più o meno come me

Io non ce l’ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò

Ho avuto solo guai
da quando ho il mio papato
E sono circondato
da miseri lacché

I miei predecessori
ormai son sotto terra
E se ora un Papa erra
non gliene fregherà

Quand’ero cardinale
qualcuno mi ha chiamato
a reggere il papato
Ma ho una certa età

Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò

Vivrò la terza età
Lontan dall’Aula Magna
Con l’ombra mia compagna
e a tutti griderò

Di non patire più
e voi non obbedite
Se non ve la sentite
Di essere chissà chi

Per cui se servirà
un bischero al mio posto
A dire il Padre Nostro
Qualcuno troverà

E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono parlarmi
Risposte non ne ho

 

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

Fossati istituzionali

La restituzione di un’imposta
(Fossati – Berlusconi)

La restituzione di un’imposta
spezza le reni alla sinistra
ne sgorga il sangue comunista
se gliene rimane
La restituzione di un’imposta
messa lì dal professore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

Ma la discussione di questa proposta
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo a un’olgettina
una farfallina che sta lí
e che non fa male

E ad ogni primo piano ho un sorriso
E una cazzata da sparare
In ogni promessa ho un Paradiso
da gabellare

A Porta a Porta vo un par d’ore
Quando non ho tempo di fare l’amore
Quando vorrebbero buttare via
tutta la mia pornografia

E intanto guardo il mio elettorato
Che mi riporta nel suo cielo
come se dopo averlo tanto gabbato
Avesse ancora un cielo

E sono qui
e mi meraviglia
E ho intorno anche la stessa feccia,
Eh sì, son sempre io
i manifesti han la mia faccia

Sono io che guardo ‘sto paese
che non arriva a fine mese
come se dopo diciott’anni
ci fosse ancora… un paese…

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so, io chiederei
che mi crollasse addosso…

E l’abolizione di un’imposta
come lo so che può fallire
dopo si dice l’ho detto per dire
ma era per non morire

Ho detto che l’IMU andrebbe abolita
Quando a tutti sembrava finita
E che bello non dare a vedere
che quel che è peggio deve ancora venire
perché

La restituzione di un’imposta
spezza le reni alla sinistra
E fa paura al professore
per settimane

Ma la restituzione di un’imposta
Non rilancia l’economia
Mi evita solo la batosta
E così sia

E intanto guardo questi fessi
che ne dibattono sui giornali
come se dopo ‘sti vent’anni
La gente leggesse ancora i giornali

E sono qui
e mi meraviglia
Io qui stretto fra le mie braccia,
ma no, son proprio io
In TV c’è la mia faccia

Sono io che sparo ogni cazzata
che si fa grande come il cielo
come se dopo ‘sti vent’anni
ci fosse ancora, un cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

Canzone delle domande consuete

Renzi Bersani Primarie PD confronto Tv

Un vecchio e un bambino si preser per mano
E andarono insieme al tg della sera.
Bandiera rossa suonava lontana
Lo studio brillava di luce non vera.

Il centrosinistra sembrava arrivare
Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare,
E tutto d’intorno non c’era nessuno
Solo il tetro contorno di torri di fumo.

I due contendevano quel che rimaneva,
Il vecchio parlava, e l’altro correva.
“Sarò presidente”, diceva Bersani
Seguendo il ricordo di miti lontani.

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni
Non sanno distinguere il vero dai sogni,
I vecchi non sanno, nel loro pensiero
Distinguer nei sogni il falso dal vero.

E Renzi diceva, guardando lontano,
“Immagina questo coperto di grano,
Immagina i frutti, immagina i fiori
E pensa alle voci e pensa ai colori

Nel centrosinistra, laddove si perde,
Ricrescono gli alberi e tutto ora è verde,
Non c’è più la loggia, si fa lo ius soli,
E torna il lavoro, e i gay ai matrimoni”

Il bimbo ristette, lo sguardo furbino,
Gli occhi guardavano il telefonino,
E poi disse al vecchio con voce sognante
“Mi piaccion le fiabe, ne racconto tante”

Condividi:
Share

La riforma del Concilio Adriano II

Hoc Puer Ex Via Gluck
(Celentano – Ratzinger)

Quod suus historia / unius de nobis
qui etiam natus / forte in Via Gluck
in domum extra / civitatem
in quiete populus / qui operatus.

Ibi ubi stabat herbas est / nunc civitatem
et quod domum in silvis, ubi nunc es?

hoc puer / ex Via Gluck
fruendum / ludens cum me

Sed unum die dixit / ego ire ad urbem
et quod dixit / dum clamor
dixi illi: “Amice, / non facio libenter?
vai tandem / manere in urbem.
ibi invenies rerum quod / non habebat hic
Te potest lavabit ad domum sine / in atrio descendit”

“Mi amice,” inquit / “hic natus sum
et in hoc via / nunc relinquo cor meum.
Quomodo nondum / intelligitis?
quod est felix pro / vobis quod manere
discalceatus / ludere in agris
dum ibi in centrum / ego spirant caementum

sed fuerit unum die cum redire
tamen hic
et ego sentio amicus comitatu ut
sibilabit …. ua ua! “.

anni transeunt, / sunt longae octo
sed longe venerunt / quod pueri
sed non oblivisci / suum primum domum
horas pecuniam / potest emere
redit et non invenit / amicis qui habeat
tantum domos super domos, / bitumine et caementum

ibi ubi stabat herbas est / nunc civitatem
et quod domum in silvis, ubi nunc es?

nescio?
nescio quid semper / ædificaremus / domos?
et non dimittet herba
non dimittet herba

et non
si ire debemus in hoc
qui scit
quam nobis facere

qui scit
qui scit
quam nobis facere

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Tutti i dettagli in cronaca

Condividi:
Share

Genova per noi

GENOVA PER NOI
(Pisapia-Zedda-De Magistris)

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione da PD
che abbiamo noi
che abbiamo visto Vendola
che ben sicuri mai non siamo
Che quel centro dove andiamo
non c’inghiotta e non torniamo più

Eppur parenti siamo un po’
di quella gente che c’è a SEL
che in fondo in fondo è come noi,
selvatica,
ma che paura
che ci fa quel male oscuro
che ci ferma anche le lotte
e non ci lascia mai.

Vendola per noi
che stiamo dietro alla lavagna
e andiamo ancora in piazza rare volte
e il resto è la solita lagna

Vendola, dicevo,
e’ un’idea come un’altra
Ah, la la la la la la

Ma quella faccia da PD
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi
mentre guardiamo a Vendola
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.
Sinistra! scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea… fantasia!
…e intanto, nell’ombra dei loro armadi
tengono Lusi e vecchie magagne

lasciali! questi sondaggi elettorali!
L’UDC ha i giorni tutti uguali!
In un’immobile campagna
Elettorale magna-magna
i bandieroni rossi sono un sogno
e SEL è un lampo giallo al parabrise

…Con quella faccia un po’ così
quell’espressione da PD
che abbiamo noi
che abbiamo visto Vendola
che ben sicuri mai non siamo
che quel centro dove andiamo
non c’inghiotta e non torniamo più

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share

INPS Factor

MINISTERO
(Martone-Marcegaglia-Bonanni)

Con gli occhi un po’ socchiusi chiedete sacrifici
alle persone che vorreste fare licenziare
e ci facciamo male, e la tensione sale
Due tue parole e ci precipita il morale giù
cos’è che ci trascina fuori dalla fabbrica?
cos’è che ci fa stare fuori col forcone?

Cosa ci prende? cosa si fa?
quando si va al ministero?
FORNERO!

il gioco si fa duro e non si può fermare
e non sappiamo più permetterci di lacrimare
Perfino il professore mi guarda con stupore
lui non capisce la riforma che emozione dà
cos’è che mi cattura: forse la politica?
cos’è che la Camusso vuole conservare?

quando si chiede quanto si dà
quando si è al ministero?
FORNERO!

Abbiam tutti rubato, abbiamo già pagato
E non abbiamo più parvenza di uno Stato
Ma pace non abbiamo, la crisi non vogliamo!
nemmeno il tempo di capire che ci siamo già
cos’è che ancora ci fa vivere le favole?
chi ha messo quei figuri là a Montecitorio?

Cosa ci tocca quando si sta
tutti cadendo dal pero?
FORNERO!

Sarai sincera? dimmelo, dimmelo!
Sarai sincera?
“Il solo mestiere possibile è breve e volatile-eh!”

dipende solo da te: farsi prendere la mano è facile
la verità è che da quando sei là
ho una sola certezza: che tu ce l’hai con me!

cos’è che ti trascina a farci fare il botto?
com’è che è disdicevole l’articolo diciotto?
cosa ci porta? cosa ci dà?
il tuo stupendo pensiero?
FORNERO!

Quando si chiede quanto si dà
quando si è al ministero?
FORNERO!

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

P.S. Chi volesse mettere davvero in musica i miei delyrics, è il benvenuto…

Condividi:
Share

Do Sol Do Do Sol Do Do Sol Do (Monotonia)

Monotonia
(Monti-Fogli)

Metti un periodo buio ed un professore
in cerca di conti da fare tornare
Lui fa di tutta la tua vita un dolore
e aspetti un’alba che ti porti a votare

Ed è monotonia,
ti dice e poi va via,
ti lascia d’umor nero,
alla mercè della Fornero

Metti un collega che ora fanno partire,
probabilmente senza colpo ferire
non sai se piangere o provare a scherzare,
non dici niente e hai mille cose da dire.

Ed è monotonia
a farti compagnia,
ti dà un’occupazione,
Almeno finchè va al padrone

ed è monotonia
la vita che va via
andando a lavorare,
campando un parlamentare

Metti che un giorno all’improvviso il governo
ti chieda di non lavorare in eterno
Ma la pensione te le devi scordare
Devi soltanto farti dimenticare

Ed è monotonia
Che cosa vuoi che sia
è quello che ti resta
quando il culo non gli basta;

ed è monotonia
Le feste porta via
Sa mica, il presidente,
chi sta male veramente.

Metti che adesso, dopo tante parole,
Questa riforma ti rimandi al creatore
cosa vuoi fare, era già tutto previsto
in fondo è chiaro noi viviamo per questo.

Metti che il mondo del lavoro, un istante,
di te si scordi quasi completamente
Prova tu allora a ritrovare qualcuno
che ti stipendi tanto per non morire

Ed è monotonia
di tutti, un po’ anche mia
è l’unica che aspetta
quando il tempo va di fretta;

ed è monotonia
con sé ti porta via,
è un trend un po’ incantato
che prendi solo se hai sbagliato.

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner

Condividi:
Share