Invece, in rima…

Ormai ho preso il vizio, Concita.

Incuriosisce sapere
(QUI anche con testo a fronte, per completezza)
Mentre Silvio interloquiva col suo pari
coi nomi dei futuri e sedicenti
responsabili sottosegretari
Giorgio Napolitano fa “accidenti!
Saranno cazzi suoi, semmai, magari
E responsabilità tua, se mi consenti,
Piuttosto mi incuriosisce sapere
Con quale maggioranza stai a sedere ».

E tutti quanti noi si vuol vedere
L’Italia intera – almeno quella parte
che con crescente affanno e per dovere
segue le convulsion di Bonaparte –
vorrebbe ben capire se son vere
Le voci che la lega sia in disparte
O se è manfrina di esperti marpioni
Oppure un organismo ormai carponi

Se insomma si può credere a Maroni,
od agli editoriali censurati
A Bossi, Calderoli, o Reguzzoni,
A chi li chiama in radio assai incazzati.
se è vero o no, diciamolo in soldoni,
Se alla rottura siano ormai arrivati,
come qualcun di loro fa capire
ed altri si prepara già ad agire

o se invece sian le vecchie spire
che l’aria elettorale fa tornare.
A Napolitano ha detto il vecchio Sire
che il voto del 3 parlamentare
è piano, si sa come va a finire.
Con Bancomat o assegno circolare?
bonifico bancario o con cambiale?
O col federalismo, sempre uguale?

Due giorni soli ha il vecchio sodale
per far rientrare la fronda leghista:
sfrutterà l’adunata clericale
per il prodigio suo da illusionista
ché santo non sarà, ma ahilui mortale,
e contro la festa sindacalista
Il primo maggio certo non lo adora
né tantomeno quello che lavora

Un’altra cosa, poi, alla buon’ora:
Si vuol sapere riguardo al buon Tremonti,
il siluro del Giornale ora lo sfiora
E lo avvisa della resa dei conti
Il metodo Fini-Boffo già riaffiora
“Giulio perde la testa” dan le fonti,
Del perfido e sulfureo direttore
“Olindo” per il suo predecessore.

c’è la manin di Giulio, sissignore
“Dietro allo strappo odierno del Carroccio
A quel che sta accadendo in queste ore
Il nostro Congiurato ha un buon approccio
Per mano di Tremonti e pel suo umore
La Siliquini ha in mano solo un coccio
sfumata di poltrona è la seconda
in pochi giorni, ahi che baraonda!

La gran partita, quella più feconda
Nomine, soldi, affari sottobanco,
banche, potere, tutta roba immonda
A sangue già si sta sbranando il branco
Il tecnico governo fa da sponda
Giulio l’aspetta, lo teme il saltimbanco.
Il presidente dai ben noti intenti
– nel primo giorno di bombardamenti –

Invasor anche di tv ubbidienti
come anche oggi l’Agcom rileva
ha detto un’altra volta ai quattro venti
la frottola non c’era e non sapeva,
Perfino Panorama, oh, accidenti!
ha fatto quello che più gli pareva
Non è il problema quel che dica ora
Il guaio è che c’è chi gli crede ancora.

Intanto anche l’Europa ci pignora
la Corte di Giustizia, ci ha bocciato
il reato di ‘clandestino’ (alla buon’ora)
In contrasto con la UE l’ha giudicato
Maroni “l’han con noi, alla malora!”
Ma ha lui e la lega il dente avvelenato
Come i bambini “Lui ce l’ha con me!”
Siam fuori norma sì, ma da tant’è.

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Cern: create in laboratorio particelle di antimafia

Un risultato incredibile e inatteso, portato a termine dall’equipe del professor Maroni al Cern di Lambrate: una piccola quantità di atomi di anticamorra pura è stata prodotta grazie alla incredibile tecnologia dell’acceleratore di bustarelle, vanto della tecnica italiana all’avanguardia nel settore. Esattamente come nel libro di Roberto Saviano, “Gomorra e Demoni”, ma senza l’utilizzo della politica.

Il grumo di antimafia, finora solo teorizzato ma mai riprodotto in laboratorio, ha caratteristiche opposte a quello della mafia ordinaria di cui è costituito il mondo conosciuto. E’ tuttavia una merce altamente deperibile, infatti è stata immediatamente imprigionata in una ampolla piena di acqua del Po dichiarata microbiologicamente pura. Qualora entrasse accidentalmente a contatto con il mondo esterno, infatti, andrebbe in collisione con particelle di mafia producendo esplosioni paragonabili solo a quelle di Capaci o Via D’Amelio.

Adesso per gli studiosi sarà possibile capire meglio come mai, mentre al momento del Big Bang della repubblica italiana mafia e antimafia furono prodotte simmetricamente in eguali quantità e destinate ad annichilirsi l’un l’altra, una piccola quantità di mafia riuscì a sfuggire, andando a costituire tutto il mondo in cui noi oggi viviamo.

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