Lettera al segretario del PD in ottava rima

traduzione in ottava rima di un post di @asinomorto, ché quando le cose si scrivono giuste vengono già piene di endecasillabi spontanei, fateci caso.

(mi riesce meglio mettere in rima i pensieri altrui che in ordine i miei…)

 

Io, del Pd, io, sono un elettore
Perciò n’ho viste tante e n’ho ingoiate
Ho votato alle Primarie con fervore
Sottoscrivendo anch’io le lenzuolate
Per dire sì: sono un ammiratore
(che poi chissà che cosa intendevate)
per dire cosa abbiam mandato giù.
E quindi posso, parlo, e ‘un taccio più.

Perché in questi anni, dur come caucciù,
bicamerali e inciuci, ne ho accettati
compromessi, distinguo e suppergiù
ed alleanze a pseudomoderati
gran ritirate, cambi di menù
Perfino gli altri umani bombardati
La realpolìtik, gli sputtanamenti,
Al centro a destra o in giù gli spostamenti.

Ed ho accettato tutti ‘sti accidenti
perchè credo alla giustizia sociale,
Alla Costituzione, ai Resistenti,
Alla responsabilità totale
della società civile, agli argomenti,
ai conflitti sanati in modo solidale,
ai Diritti Civili, all’equità,
all’Articolo 1 e agli altri, in parità.

Alla trasparente contendibilità
le regole di una democrazia che vive
E al sol dell’avvenire, ma sì, và!
alle magnifiche sorti e progressive!
Tutte questo nel PD c’è stato e sta
E tutte le altre sponde ne son prive
Per questo lo votai: per gli attributi,
fatti non fummo per viver come bruti.

E certo che sono spocchioso! acuti!
E radicale scìcche da salotto,
intellettual del menga (see, saluti),
La mia morale è un metro e novantotto!
Ma meglio io che certi altri venduti
il cialtrone, l’immorale ed il corrotto
piccola arcaica borghesia umbertina
Che tutti i fasci tiene giù in cantina.

Meglio essere così che in naftalina
tener omo-xeno-misoginia
Meglio così che vittima o pedina
Di slogan populismi, e così via,
accecato dalla Sua parlantina,
della tecno-visione in bulimia,
della facile semplificazione
Preferisco così, per convinzione.

E proprio per questa mia situazione,
che ora basta, troppe ne ho mangiate
avevo figli, impegni, una riunione,
Son stato un po’ lontano quest’estate
Ma è finita anche questa stagione
Colpa a nessuno, spero mi scusiate
Ma ora basta, fuor dell’imbarazzo
Saliamo a bordo e ci restiamo, cazzo.

Bersani mio, che non sei più un ragazzo,
democraticamente eletto segretario
E’ lungo tre milioni il tuo codazzo
Io non ti lascio triste e solitario
Hai ancora la mia stima, ti fai il mazzo,
Sei nonostante tutto un tipo serio
Hai sempre la mia stima e il mio rispetto
Ma niente strategiette da furbetto.

Ora voglio un programma in un mesetto
Che di sinistra abbia i controcazzi
che sia davvero sopra ogni sospetto
con pochi punti chiari e no intrallazzi
Che sia la ripartenza, lo scudetto
Che sia la redenzione dal Tafazzi
E poi si cerca i voti in parlamento
E grazie a chi ci scrisse il Documento

E se Grillo o anche altrui fa sbarramento
Si prenda il peso delle conseguenze
Muoia Sansone e i Filistei, anche cento
Siam mica qui a fare le sguerguenze!
Facciam vedere a tutti in parlamento
Che cosa siam, quali nostre eccellenze
La nostra non è spocchia, s’ha a spiegare
ma speme insoddisfatta di volare.

E poi congresso: tutto è da cambiare
Testa, cuore, anima e interiora.
Giusto un amico dica cose amare
Dovete uscire, è giunta questa ora.
Ne avete avute tante da affrontare
Colpe voi no.. voi sì, anche, alla buon’ora!
vi riconosco il pregio: aver creato
Un posto vero, vivo, ed abitato.

Ci sono teste, idee, è già avviato
Renzi e Civati, due esempi di futuro,
Tempo che è tempo venga coniugato
Scelga il congresso, il PD è già maturo
Facile, forse sì, ho semplificato
Ma non son mica io un politbùro
Io piango, e prego, e giungo le mani
Viva l’Italia, vivano gli italiani!

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Il renzian fuggiasco

[Nojoke mode on]

 Queste primarie mi hanno fatto tribolare un sacco. Nel senso buono, intendiamoci: continua a sembrarmi un miracolo la civiltà in cui si sono svolte, e l’attenzione ai programmi dei candidati invece che ai candidati stessi, anche se i confronti tv sono giocoforza superficiali.

Tanto che, pur non avendo un ‘mio’ favorito, mi sarebbero andati bene tutti (si fa per dire), e di certo voterò questa coalizione, che il leader abbia o meno i capelli sulla fronte. Ho anche pensato di non votare, e far scegliere al destino, però sarebbe stato un peccato non poter dire ‘io c’ero’.

Allora chi scegliere? Bersani è sufficientemente affidabile e credibile per la sua esperienza e nel garantire una evoluzione nella ‘continuità’, nel non escludere nessuno a priori. Un bravo umarell. Però ogni cosa la fa “un pochino, piano piano…”. Il momento sarebbe invece quello dell’ora o mai più, del cambio netto, radicale. L’Italia VA cambiata. Se non ora, quando? E accidempoli al Renzi, l’ha occupato bene, quel fronte. Trovo sostanzialmente giuste le motivazioni degli endorsement renziani, come questo. Però, oh, ragassi, c ‘è un problema. E’ il Renzi: quello di Marchionne, delle battutine, della privatizzazione dell’Ataf, del fo-tutto-io, degli slogan, del divorzio dal Civati

C’è qualcosa di nuovo, oggi, nell’aria, anzi, di antico. Qualcosa che non va bene, che non basta, nella proposta di Renzi.  Manca il ‘con chi’. Ché son d’accordo che non dev’essere Casini, ma non può neanche essere lui da solo, con qualche amico suo.

Se c’è qualcosa che la crisi ci insegna (e l’esperienza: domani faccio pure 42 anni, ormai sono a metà strada tra il vecchio e il bambino), è che bisogna il più possibile comporre tutte le esigenze. Quelle sane e oneste, naturalmente: al culo tutto il resto.

E non mi piace quel messaggio del “se non vinco, torno a casa, e chi mi ha votato è libero di andarsene”. No, se non vinci arrivi secondo, e allora hai una responsabilità enorme, che è quella che ti ha dato chi ti avrà votato, che è amico mio uguale. Non puoi andare a casa, devi star lì, a cercare anche tu di acchiappare il tacchino sul tetto. E se vinci, simmetricamente, devi includere e rappresentare anche chi non ti ha votato.

Insomma, via, voto Bersani, del resto è la prima volta che mi capita.

Ma con un sacco di se e di ma, perché anche Matteo ha una buona fetta di ragione. Perciò non voglio che nessuno gli torca un capello, da lunedì. Del resto, dà molta più soddisfazione tirare i baffi a D’Alema, e spettinare Rosy Bindi.

Ah, e da martedì voglio vedere mantenuta la prima promessa, addirittura pre-elettorale: le primarie per i parlamentari.

 [Nojoke mode off]

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Canzone delle domande consuete

Renzi Bersani Primarie PD confronto Tv

Un vecchio e un bambino si preser per mano
E andarono insieme al tg della sera.
Bandiera rossa suonava lontana
Lo studio brillava di luce non vera.

Il centrosinistra sembrava arrivare
Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare,
E tutto d’intorno non c’era nessuno
Solo il tetro contorno di torri di fumo.

I due contendevano quel che rimaneva,
Il vecchio parlava, e l’altro correva.
“Sarò presidente”, diceva Bersani
Seguendo il ricordo di miti lontani.

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni
Non sanno distinguere il vero dai sogni,
I vecchi non sanno, nel loro pensiero
Distinguer nei sogni il falso dal vero.

E Renzi diceva, guardando lontano,
“Immagina questo coperto di grano,
Immagina i frutti, immagina i fiori
E pensa alle voci e pensa ai colori

Nel centrosinistra, laddove si perde,
Ricrescono gli alberi e tutto ora è verde,
Non c’è più la loggia, si fa lo ius soli,
E torna il lavoro, e i gay ai matrimoni”

Il bimbo ristette, lo sguardo furbino,
Gli occhi guardavano il telefonino,
E poi disse al vecchio con voce sognante
“Mi piaccion le fiabe, ne racconto tante”

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