L'Atrìde

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Mah… o gliè un gran quadro, o il pittore me l'ha tirato in culo

 
 
 
 

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Il santo del giorno – Santa Ragione

Nata dalla parte sbagliata nel X secolo, ebbe da subito la vocazione di curare i poveri di mente, e si dette quindi ai grulli per tutta la sua breve vita. Secondo la leggenda popolare era una piisima giovane, ignara dei misteri e dei tormenti amorosi, quando il vecchio maestro della scuola privata che frequentava, invaghitosi morbosamente di lei, cercò di sedurla. Per difendere le proprie virtù la giovane ne respinse con decisione l’assalto. Venne quindi imprigionata dietro una lavagna e sottoposta a un lungo martirio fatto di botte, schiaffi e scapaccioni, fino alla morte per percosse. Per questo è oggi venerata come la patrona degli educatori, e quando un allievo birichino si dimostra un po’ troppo indisciplinato vengono minacciate al giovine scapestrato proprio le percosse che ella ebbe a subire nel suo martirio (“ora te le dò di Santa Ragione”).

Breve riassunto della situazione politica nazionale

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Pubblicata qualche tempo fa su ToscanaOggi

Cercasi Crezia Fiorentina

Il blog è ancora nuovo e poco personalizzato, ma voglio utilizzarlo per lanciare un appello a tutti i fiorentini sparsi per la blogosfera.

Chiedo aiuto per tentare una ricerca molto indietro nella memoria della città, e ritrovare un pezzo di autentica fiorentinità perduta chissà quando e chissà dove, che ho più volte tentato di ritrovare, senza mai successo. Eppure, da quei pochi frammenti che ho in mano, doveva essere una fulgida testimonianza della fiorentinitudine dei tempi andati. Magari, averla oggi! Sto parlando di un racconto intitolato “La Crezia Fiorentina“.

Non sono un esperto, ma so che esistono molte apparizioni di un personaggio di nome Crezia, ricorrente nei racconti ironici e burleschi e nelle commedie in vernacolo: è protagonista anche dei quattro scherzi comici scritti dall’Abate Zannoni agli inizi dell’800 (qui citati con dovizia di particolari sulla storia della commedia fiorentina). La storia della Crezia che sto cercando di ricostruire è una in cui lei, morendo, intraprende un viaggio satirico nell’aldilà, parodiando evidentemente la Divina Commedia.

I pochi pezzi che ho ricostruito vengono dalla memoria della mia nonna, che adesso non è più fra noi e non può ricordarsene proprio più. Ma è per lei, e per mio figlio che è nato nel frattempo (e per tutti i vecchi, e per tutti i giovani), che mi piacerebbe riuscire a rimetterne insieme i pezzi. Lei si ricordava di essere stata da bambina sulle ginocchia di una signora che gliela aveva raccontata (cantata? Boh!) tante di quelle volte che l’aveva imparata a memoria. Memoria che, col tempo, però, l’aveva tradita, e le sarebbe piaciuto risentirla per intero. Insomma, se qualcuno di voi fosse a conoscenza della storia completa, o ne avesse qualche altra notizia o frammento in più a disposizione, forse riusciremmo pian piano a ricostruirla, come un affresco perduto.
Questo è quello che la mia nonna si ricordava:

Crezia: – L’avéa ragione, ì priore di Cestello, a dì che nì mondo di làe si staa bene… Dà retta, che peschi cari’hi di fi’hi! Se fossi si’ura ‘he nessun mi ‘edesse, ne vorrè sgrifà tre o quattro!

Crezia: – Andiamo in lae, vedo dì bianco… L’è un cartello d’aòrio… “P.”.. “R”.. “T”.. forse vor dire sonate a ì portiere! …Sonamo!
Crezia: – Che scampanellaha, che ho daho… mi piglieranno pé una screanzata!
San Pietro di dentro: – Chi s’è accostaho a quest’asil di pace?
Crezia: – Che verba e che merdace, che voce d’aristocratìo che ll’àe, la un si ri’orda di quando lla vendea la ri’otta in San Niccolae? La riconosco, sa, ellatelaio (?), la riconosco dalla barba! […]

Crezia: – Che luce, che v’aéte… o che pagate dimorto, di pigione? […]
Crezia: – O quella fonte icché lla butta, sangue?
Crezia: – Come ll’è dolce… Se’ondo me l’arèbbe a èsse alchèrme!
S.Pietro: – Non t’occupar di ciò che non potrai godere!
Crezia: – E lo soe, lo soe… come se v’aéssi detto che voglio stà qquie! […]

S.Pietro: – In questo libro sta scritta la tua sorte, se hai vissuto onestamente, in ciel godrai della celeste gloria!”
Crezia: – Beh, vediamo icché c’è scritto!
S.Pietro: – Mille e trecento avvenimenti falsi!
Crezia: – ‘e faceo pé vedé se mangiavo un poìno meglio, eran sempre patahe e fagioli!
In questo frattempo, la sente la voce della Santoreggia
Crezia: – Oh Santoreggia! Che me lo daresti un chìfelle a chiodo?
Santoreggia: – Noe, tu ssè sempre stata una bindolona!
Crezia: – O guarda questa carogna…
S.Pietro: – Un milione di bugie!
Crezia: – Oh, codesta poi, unn’è vero!
S.Pietro: – dieci volte non hai mantenuto la fede giurata al marito…
Crezia: – Ma che la mantenea, lui, a me?
S.Pietro: – Dieci volte hai maltrattato il santo dei bottegai…
Crezia: – Codesta poi unn’è vero, perché una vorta sola, andai da San Bartolomeo per comprare un soldo di finocchiona e mi disse che pé un soldo un me l’avrebbe venduta! E io, presa dalla bile, tratta’ male lui, e ì su santo! […]

Benvenuti!


Di me che son l'Atrìde, o navigante,
Testè hai trovato il blog raccoglitore
Di cose dentro ce ne trovi tante
Pessime o buone, ma fatte con l'amore
Di chi si finge ancora principiante
Per meglio assecondar il proprio umore.
Vivo come si vive questa vita
sempre nel mentre, sempre in risalita

Ma quando posso prendo tra le dita
Quel che mi riesce di capir del mondo
Lo infilo allora dentro alla matita
E lo disegno, e qui poi lo diffondo
A voi viandanti, in forma gratuìta...
Non sono altro che un gran vagabondo!
Se nel cliccar sarete più contenti
Fatemelo sapere nei commenti

In fondo non vi chiedo emolumenti
E né pretendo d'essere una cima
Mi basta dar momenti divertenti
Per sopportare questa pantomima
Che noi chiamiamo vita. E gli accidenti
Graditi mi saran quanto la stima
Che mi vorrete, se così vi pare.
Se no, sapete 'ndo potete andare! ;)


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