
Mesdames et monsieurs, è uscito il nuovo annuario di Nuvolelettriche, consorzio di matite variamente talentuose del quale mi pregio di far parte. All’interno, udite udite, troverete anche il sottoscritto, prodottosi per la gioia dei fans in 12 strisce e una tavola a dir poco divine
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Su Nuvolelettriche Circus 2009 troverete anche i fumetti di:
Carlo Coratelli ed Eros Righetti (www.esulastrisica.splinder.com)
Marco Dianti (www.fumettiscandalosi.blogspot.com)
Serena Romio (www.serenaromio.blogspot.com)
Claudio Cardinali (www.pulci.org)
Spina (www.spinacomix.it)
Fabrizio Ricci (www.lazarustp.altervista.org)
Tommy (www.sessoinpanda.blogspot.com)
Ignant (www.millevignette.blogspot.com)
SteG (www.takeawaycomics.it)
Krelian (www.fumettopoli.net/superbar)
Pipivero (www.fumettini.blogspot.com)
Oni_01 (www.krishtel.splinder.com)
Pierluigi Diana (www.pierluigidiana.blogspot.com)
Ciemmerre (www.ciemmerre.com/dblog)
Claudio C. «Lo Scrutatore» (www.comicsgledis.blogspot.com)
Ranghos (www.mobual.blogspot.com)
Lui (zorflick.com)
Yukiko93 (www.midnighthigh-yukiko93.blogspot.com)
Emmepi (www.zigotecomics.splinder.com)
Un grazie sentito al buon FAM per l’impegno profuso.
Chi volesse cogliere l’imperdibile occasione, potrà scegliere tra l’edizione standard con copertina morbida e l’edizione deluxe con copertina rigida e sovraccoperta, acquistabile online cliccando su questi link o frequentando le mostre fumettistiche in giro per la penisola.
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di Nuvolelettriche
Prezzo di vendita € 6,18
Libro FUMETTI 100 pagine
Copertina Morbida – Formato 15×23 – bianco e nero
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Nuvolelettriche Circus 2009 – Deluxe
di Nuvolelettriche
Prezzo di vendita € 13,35
Libro FUMETTI 100 pagine
Copertina Sovracoperta – Formato 15×23 – bianco e nero
Partecipate numerosi!
SANT’ANNA DI VINADIO – La mente fervida del ministro dell’economia non si ferma neanche in tempi di crisi strutturale come questi. Così, nonostante il Pil stia precipitando a percentuali da Sinistra Arcobaleno e i bookmakers inglesi scommettino allegramente su quale paese fallirà per primo, da noi si continua a ballare al ritmo suadente dell’orchestrina da crociera governativa. Ecco infatti arrivare, puntuale come l’ora legale, insieme al solito vecchio condono vestito di nuovo, il rilancio dei lavoroni pubblici.
Ma come finanziare un’opera megalitica come il ponte sullo stretto quando in cassa non abbiamo più nemmeno i quattrini per comprare la benzina alle volanti della polizia? (Per le auto blu non si riscontrano ancora problemi, attualmente). Ecco allora che il nuovo corso tremontiano si tinge di verde, proponendo la Raccolta Obbligatoria Unica Nazionale dei Tappi di Plastica. D’altra parte, in tempi di crisi, perché finanziare fantomatici pozzi in Tanzania o improbabili scuole in Somalia? Molto meglio l’autarchia, e reinvestire in casa tutto quello che riusciamo a produrre. E visto che non produciamo più un tubo ma beviamo ancora imperterriti l’acqua minerale naturale, siamo i primi consumatori al mondo di tappi di plastica, tanto da averne eletto uno a Presidente del Consiglio. L’unico segno più non poteva sfuggire all’occhio attento del buon Giulio, così, ecco l’idea, subito annunciata in una affollata conferenza stampa. “Bevo Vocchetta e mi depuvo”, ha esordito il Ministro citando uno degli sponsor dell’operazione, invitando subito dopo i soliti pessimisti a vedere il bicchiere mezzo pieno. “Faremo il Ponte sullo stretto, e già che ci siamo ne faremo il 20% in più“, ha aggiunto accusando la solita sinistra del no di avere un programma che è solo acqua fresca.
La raccolta differenziata sarà da subito obbligatoria, grazie ad un decreto legge varato d’urgenza dal governo, nel quale si dà mandato alle ronde padane il controllo capillare sul rispetto della nuova normativa.
(imbottigliato come sgorga da Giuda)
CITTÀ DEL VATICANO – La crisi economica costringe tutti quanti a cambiare rapidamente, e a rimodellare le proprie posizioni in modo repentino e inaspettato. Così, dopo che Giulio Tremonti è diventato il primo ministro comunista dell’economia della storia italiana, ecco arrivare anche Papa Benedetto Sedicesimo. Dopo aver letto le prime proiezioni sul drastico calo che la crisi produrrà sull’otto per mille, decide infatti di scagliarsi contro l’ idolatria del denaro, la povertà, l’ oppressione dei poveri, la disoccupazione, le ingiustizie sociali, gli ingiusti sistemi economici. Questi, secondo indiscrezioni, i probabili temi chiave della prossima enciclica, che inizierà con le storiche parole “Laboratorii Totus Mundi Unite Vobis“. All’interno, una approfondita rivisitazione delle dottrine ecclesiastiche alla luce della crisi economica, dal primo capitolo “Non investibur in parmalat” all’ultimo “Excusatio vobis, habemus errato totuus“, passando per l’importante capitolo sul commercio al dettaglio “Ite ab Lidl“. Ma è col capitolo detto del “Plusvalore redistributione ab populum” che il pontefice compie la svolta storica, riconoscendo infine giustezza alle dottrine marxiste.
E’ bastato il solo annuncio di queste linee guida per far passare un irrefrenabile tam-tam fra i fedeli, che si sono raccolti intorno al Papa in trepida attesa del sospirato “rompete le righe“, in occasione dell’ultimo Angelus (che da aprile 2009 verrà ribattezzato “Engels”). Attese non vane: il Pontefice, appena affacciatosi, ha gettato ai fedeli la tradizionale tunica bianca, sfoggiando una attillatissima t-shirt rossa raffigurante il tradizionale volto del Che e ripetendo in tutte le lingue del mondo il tradizionale augurio “venceremos companeros”. Generale il consenso della piazza dei fedeli, ormai da tempo matura e pronta alla svolta, a parte quei quattro facinorosi in fondo ancora iscritti al PD.
Intervistato dai nostri inviati mentre risaliva sul pullman dell’UAAR, il tradizionale animatore del gruppo catecumeni della parrocchia di Sant’Edmondo di Pescasseroli, Adelino, ha dichiarato entusiasta “Finalmente! Ormai andavamo in chiesa solo per rispetto, ma da tempo abbiamo capito la verità: Dio non esiste, mentre il Che lotta e vive insieme a noi!”. Anche Giovanna Maria Paola, prima catechista della parrocchia di San Gerpunzio di Locorotondo, con la voce logora per aver cantato a squarciagola “Dio è morto” in piazza San Pietro, conferma: “Eravamo tutti precari, e da quando siamo tutti in mezzo a una strada, nessuno di noi credeva più a certe fandonie. Non potevamo però dirlo apertamente, senza un imprimatur papale, perché siamo ormai abituati così. Ma oggi per noi è una vera festa di liberazione!” (ab juda pubblicatum)