Ma adesso, ascoltiamo la base

Radio Padania
E via dal cerchio magico
scappavano con i pigiami verdi
per evitare i giornalisti
facevano le facce come il trota

e i maroniti attoniti
fingevano di non capire niente
per presidiare i territori
Parlate contro il Presidente!

Radio Padania
l’ultimo appello è da dimenticare

Radio Padania
l’ultimo appello è da dimenticare

e i capitali celtici
prendevano sentieri di montagna
per evitare i doganieri
ed arrivare in Tanzania.

Ma Roma era ladrona
l’orgoglio da perfetti samurai
che seminavano bufera
Ma razzolavan nella Rai!

Radio Padania
l’ultimo appello è da dimenticare

Radio Padania
l’ultimo appello è da dimenticare

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Alzati che si sta alzando la canzone popolare

E’ tempo di aggiornare i nostri inni…

BELLE CIAO

Una mattina mi son svegliato,
o belle, ciao! belle, ciao! belle, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’inquisitor.

Bella velina, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O maghrebina, portami via,
ché mi stanno pe’ arrestar.

E se mi arrestan da presidente,
o bunga, ciao! bunga, ciao! bunga bunga, ciao, ciao!
E e mi arrestan da presidente,
te ti tocca lavorar.

E a lavorare anche la Carfagna,
o belle, ciao! belle, ciao! belle, ciao, ciao, ciao!
Ed io coi PM alle calcagna
Neanche in Libia posso andar.

E le genti che passeranno
o belle, ciao! belle, ciao! belle, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Vaffancul!»

Questa è la fine del presidente
o belle, ciao! belle, ciao! belle, ciao, ciao, ciao!
Questa è la fine del presidente
morto per la passera!!!!!!

E adesso, tutti a Sanremo!

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Meno male che Silvio ci fa

Italiani! I tempi sono maturi per una nuova versione dell’audace canto di battaglia che ancora scalda il cuore agli ardimentosi!

Orsù, petto in fuori! Cantiamo tutti insieme! E a primavera, tutti a Sanremo!

I Compagni, in forti schiere,
Con le checche s’hanno a unire
Noi siam genti audaci e fiere,
pronte a osare, pronte a ardire.

Trionfi alfine l’ideale
per cui tanto combattemmo:
nel mio talamo nuziale
giaccia tutta la beltà.

 Giovinette, giovinette
 Io le trombo tu l’hai elette
 nel fascismo e le marchette
 c’è la nostra libertà!

Non più ignava nè avvilita
resti ancor la nostra fava,
si ridesti a nuova vita
Con l’egizia e la moldava.

Su, leviamo alta la face
che c’illumini il cammino,
Ché la topa a noi ci piace
E’ la sola verità!

 Giovinette, giovinette
 Non metteteci alle strette
 nel fascismo e nelle tette
 c’è la nostra libertà!

Benedetto meretricio
che soddisfa il maschilismo
Nella villa o nell’ufficio
del ministro del turismo!

Sorgi o popolo, il sovrano
Ha bisogno dell’amor
E’ nemico all’italiano,
chi antepone al sesso il cuor!

 Giovinette, giovinette
 Ogni notte diciassette
 Con il viagra, le soubrette
 le mettiamo in libertà!

(ad libitum)

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