Requiem

Com’è triste Berlusconi
Prigioniero del suo ghigno
Canta il suo canto del cigno
Dalle sue televisioni

Com’è triste Berlusconi
Stretto a forza in quella giacca
Ripetendo a voce fiacca
Le sue solite illusioni

Com’è triste Berlusconi
Prigioniero del suo mantra
Del messaggio che s’incentra
sulle solite equazioni

Com’è triste Berlusconi
Che ripete a disco rotto
Quello stesso pistolotto
Da cinquantasei stagioni

Com’è triste Berlusconi
Con le guance appesantite
Da quintali di smentite
A etti di dichiarazioni

Com’è triste Berlusconi
Coi suoi stanchi paradossi
E il suo correr dietro a Bossi
E le squallide asserzioni

Com’è triste Berlusconi
Coi capelli tutti tinti
Ed i suoi partiti estinti
Con le vuote esclamazioni

Com’è triste Berlusconi
Col sorriso un po’ forzato
Di chi ormai si è aggrovigliato
Nelle sue lamentazioni

Com’è triste Berlusconi
Che seduto sempre in punta
Con la faccia sempre unta
fa le sue precisazioni

Com’è triste Berlusconi
Quando a reti unificate
Fa promesse taroccate
E dispensa dei “coglioni!”

Com’è triste Berlusconi
Che ripete il vecchio disco
Del volere un nuovo fisco
Che difenda i suoi milioni

Com’è triste Berlusconi
Che non vuol correre rischi
E per evitare i fischi
Si terrebbe anche Veltroni

(ad libitum)

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Un commento:

  1. ne ho lette di molto meglio.
    non significa nulla, se non parlare male di qualcuno.
    la prossima volta scrivi delle farfalle o di mari e monti che forse è meglio

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