De vulgari eloquentia

Disse il berlusca “non m’importa niente
Di quel che dice lei, signora Rosy
Per me è più bella, lei, che intelligente
Io ascolto solo seni prosperosi”
Occorre allora un punto dirimente:
Quest’uomo e i suoi sodali forforosi
Cosa direbbero se uguale umiliazione
Gliela infliggesse un orrido donnone?
 
Inversa non è data l’occasione
Mai donna disse a lui “oh pederasta
Non è che sono dell’opposizione
E’ che tu mi fai schifo punto e basta”
Ma il pover’uomo, anziano e villanzone
La donna lui l’accetta se è entusiasta
Delle sù grinze, allora, sì, s’arrende
L’ascolta, e dalle grandi labbra pende
 
Da questo tutto il resto ne discende
Il modo in cui le usa e le propone
Quello che fanno tutte le sue aziende
E’ fare merce in carne o in silicone
Del corpo delle donne, e quelle vende
E il prezzo è basso, è merce d’occasione
Per un quintal di ciccia da bordello
Ti chiede in cambio un etto di cervello
 
Spesso anche la sinistra fa zimbello
Della donna non bella, e fa peccato
Non voglio io cadere nel tranello
E unirmi al grande gusto omologato
Sarà che ognuno pensa un proprio ‘bello’
Ma in quello un mi ci son mai ritrovato
La Bindi è sempre stata dileggiata
Così tremenda non l’ho mai trovata

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