L'Atrìde

L'Atrìde

Mah… o gliè un gran quadro, o il pittore me l'ha tirato in culo

 
 
 
 

Archive for agosto, 2006

Brescia, 11.44

Serie di delitti, il sindaco reclama: girate anche da noi una fiction poliziesca

Torino, 11.30

Juve, trovato l’accordo: resta in B, ma potr? continuare a comprare gli arbitri

Annam!

Italia Onu


Stava D?Alema in pettoruto orgoglio
Dritto sul ponte della Garibaldi
Fianco a Parisi, fiero e col cipiglio

Ridendo sotto ?l baffo f? ?Siam caldi
Ed alla nuova Europa farem scorta
Sedando la contesa tra ?ribaldi!?

E ?nfine Prodi, e la nazione esorta:
?Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne vilt? convien che qui sia morta.

Noi siam venuti al loco ov’ i’ v’ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c’hanno perduto il ben de l’intelletto?.

E poi che la sua mano lo dispose
Salp? la nave, ed in diretta Rai,
Del Libano tocc? le sponde erose.

Quivi sospiri, pianti e alti guai
Risonavan per l’aere sanza stelle,
Ma d?armi e non di pane era ?l viavai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’ area sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

Tanta ? la piaga e tanto purulenta
Che ?nfetto ? ormai l?intero medioriente
E tutti e tre, ciascun per s? commenta

?Per me, si va ne la citt? dolente??
?Per me, si va ne l’etterno dolore??
?Per me, si va tra la perduta gente??

E caddero com?uom ch?abbia un malore.

Giove, 8.45

Avvistato un finto vulcano su Plutone: declassato a pianeta nano

Zzzzzzzzzzzz

S?, s?, son tornato.
E’ che la mano non ha ancora voglia di riprender la matita, svolazza svogliata solo un po’ sulla tastiera. Oddio, diciamo meglio: non che non ci sia la voglia di ridisegnare, anzi. C’? casomai la voglia di disegnare altro, senza saper cosa.
Lasciatemi pensare ancora un po’… intanto rendo omaggio a qualche collega prestigioso. Anche stavolta, la mezza idea sarebbe quella di fare una ulteriore nuova sezione… Mumble mumble…

Staino sull'Unit?

Esta selva e selvaggia e aspra e forte

Non so se sia per colpa di ‘sto clima
Da finta estate, caricata a salve,
O se sia la mancanza d’un enzima,
Ma lo spirto guerrier mi si dissolve
E scema a poco a poco l’autostima.
Certo, direte, tutti qua s’evolve.
Ma se il mio lapis non produce schizzo
Io dopo un poco -ahim?- lo somatizzo.

E allora mi riunisco e m’analizzo
E’ forse questa l’ultima stazione?
E’ forse l’estro mio ormai vizzo?
Non sono che un eterno gingillone
I’ vignettista in me gli? pers’ ? gguizzo…
La rima ? solo l’ultima illusione
Di questa testa ciondola e bislacca.
Settembre, andiamo, ? tempo… si sbaracca?

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

O voi che m’incontraste navigando
Caro vi possa essere il saluto
Che da ‘sto blog vi lancio di rimando!
Saluto quindi il primo intervenuto
Il cui commento ho esaminato a fondo
Tanto l’aveo in cor mio temuto.
Caro Magnolfi di citta’ del fiore
Vicino di concorso, porta ed umore,

Hai indovinato, caro buon signore,
Che proprio d’Arno mossi i primi passi
Ed in fiorenza vissi, finche’ amore
Non volle che di fior, prato facessi.
La carriera mia di rimatore
E’ breve piu’ di quanto io volessi
N’ho sempre avuta un po’ d’inclinazione,
Ma mai ho approfondito la quistione.

Rimo qua e la’, senza mai convinzione,
Fin’ a arrivar un di’ lassu’ a Fossato
Dove distratto dalla situazione
Presi per terzo il premio a me assegnato
Quando non era che special menzione
Per un componimento acrosticato.
Perdonami se puoi, mio caro amico
Correggero’ l’errore, ‘e te lo dico.

Saluto quindi poi quell’altro chico
Che ebbe la bonta’ di commentarmi
Mentre mi riposavo sotto il fico.
Con te e’ dovere di complimentarmi
Per l’uso arioso de lo verso antico
E per la poesia de li tuoi carmi.
Scrivi, Sonetti, fa’ la tua canzone
E quando vuoi, torna in questa stazione

Dove si cerca la soddisfazione
Facendo il verso ai veri bernescanti
Se fate circolar l’informazione
Un giorno ‘e si potrebbe essere in tanti
Da fare insieme una associazione
Di blogger divertiti e divertenti
Che si rincorrano di rima in rima
Nel modo in cui ‘e si faceva prima.

Benvenuti!


Di me che son l'Atrìde, o navigante,
Testè hai trovato il blog raccoglitore
Di cose dentro ce ne trovi tante
Pessime o buone, ma fatte con l'amore
Di chi si finge ancora principiante
Per meglio assecondar il proprio umore.
Vivo come si vive questa vita
sempre nel mentre, sempre in risalita

Ma quando posso prendo tra le dita
Quel che mi riesce di capir del mondo
Lo infilo allora dentro alla matita
E lo disegno, e qui poi lo diffondo
A voi viandanti, in forma gratuìta...
Non sono altro che un gran vagabondo!
Se nel cliccar sarete più contenti
Fatemelo sapere nei commenti

In fondo non vi chiedo emolumenti
E né pretendo d'essere una cima
Mi basta dar momenti divertenti
Per sopportare questa pantomima
Che noi chiamiamo vita. E gli accidenti
Graditi mi saran quanto la stima
Che mi vorrete, se così vi pare.
Se no, sapete 'ndo potete andare! ;)


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