Gay e disabili contro l’ONU “No alla libertà di religione”

NEW YORK – Non si placano le polemiche intorno al povero palazzo di vetro, dove ogni volta che provano a scrivere qualcosa di ragionevole buon senso vengono spazzati via dai veti incrociati di qualche facinoroso rompiscatole. Dopo il doppio pacco inferto dal Vaticano, scendono oggi in campo le associazioni mondiali di gay e di disabili. Con una incredibile presa di posizione alla vigilia della storica decisione dell’ONU di porre fine alla discriminazione religiosa nel mondo, hanno fatto sapere di non condividerne affatto il contenuto. “Questi individui sono troppo pericolosi per se stessi e per la società”, hanno dichiarato congiuntamente, “e non possiamo permettere che possano esprimersi impunemente. Vietano da secoli la libertà sessuale, che non può che essere il primo dei diritti umani, e godono delle sofferenze altrui spacciandole per doni di un Signore che solo loro affermano di conoscere”. “Proponiamo il mantenimento del diritto di aborto per i casi di sospetta gravidanza di un futuro cardinale, e il carcere a vita in celle comuni a chi ha qualcosa da ridire sull’omosessualità”.
L’emendamento è stato accolto con entusiasmo dagli annoiati delegati all’assemblea mondiale, e l’annunciata convenzione ONU sulla libertà religiosa si è trasformata in una perentoria risoluzione contro il Vaticano, accusato di ospitare nel suo territorio armi di distruzione di massa cerebrale.
ULTIMORA: nessun fulmine dal cielo ha colpito la sede delle Nazioni Unite.

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